Jova Beach Party, tre indagati per la tappa a Barletta del luglio 2022

La procura di Trani indaga sui reati di inquinamento ambientale colposo, abuso edilizio in area protetta e falso ideologico. La precisazione di Legambiente Barletta: “Il nostro approccio è stato sempre di natura preventiva e tutela ambientale”

Sono tre le persone indagate dalla procura di Trani per l’organizzazione della tappa del 21 luglio 2022 a Barletta del Jova Beach Party, il tour di concerti sulle spiagge italiane che Jovanotti tiene da diversi anni. Le persone coinvolte nelle indagini sono il dirigente del Comune di Barletta addetto ai lavori pubblici, Francesco Lomoro, l’ex amministratore unico dell’azienda multiservizi del Comune Bar.S.A. Michele Cianci e il progettista incaricato dall’organizzazione del concerto Mario Luigi Dicandia.

Le ipotesi al vaglio della procura vertono sui reati di inquinamento ambientale colposo e abuso edilizio in area protetta e falso ideologico nel caso del progettista Michele Cianci. Per l’allestimento del palco su cui Jovanotti si è esibito in un pezzo di costa situato a ovest rispetto al centro di Barletta nel luglio 2022 sarebbero stati danneggiati 16.000 metri quadrati di spiaggia in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico, con dune e vegetazione spontanea deturpate e gli habitat delle locali specie protette alterati.

Sulla questione è intervenuto con un post sulla propria pagina Facebook il circolo di Barletta di Legambiente, chiamato in causa in questi giorni da diverse testate nazionali e locali in quanto tra i soggetti che avrebbero presentato gli esposti da cui sono partite le indagini. Una ricostruzione, circa l’avvio del procedimento, sulla quale il circolo ha presentato le precisazioni. “Confidiamo nella magistratura e nel lavoro che sta portando avanti per accertare eventuali responsabilità” scrive il circolo che però precisa di non aver “mai presentato in merito alcun esposto in Procura”. “Il nostro approccio è stato, sin dal principio, di natura squisitamente preventiva e di tutela ambientale. Non abbiamo cercato lo scontro giudiziario a posteriori, ma abbiamo tentato in ogni modo di prevenire eventuali danni. Abbiamo chiesto a più riprese pubblicamente e nelle sedi istituzionali – rivolgendoci prima al Commissario Prefettizio e successivamente al Sindaco Cannito – di spostare l’evento in un luogo più idoneo. Le nostre segnalazioni erano chiare e documentate: quell’area non era un mero spiazzo sabbioso inerte, ma un ecosistema estremamente fragile, fatto di dune pioniere, vegetazione spontanea e habitat naturali che andavano rigorosamente protetti”.

Un impegno che è andato oltre gli appelli alle istituzioni, con i volontari di Legambiente che si sono adoperati per primi per salvaguardare l’ecosistema locale prima, durante e dopo l’esibizione di Jovanotti del luglio 2022 a Barletta. “Il nostro obiettivo principale è sempre stato quello di tutelare e monitorare fisicamente i siti di nidificazione del fratino sul litorale, un impegno che portiamo avanti da quasi un decennio – spiega il circolo – Favorire la ripresa della formazione delle dune costiere, impedita dalle periodiche operazioni di pulizia meccanizzata che annualmente azzera il corso della natura, come una novella tela di Penelope”.

Il lavoro portato avanti dal circolo legambientino di Barletta ha dato i suoi frutti. Per l’edizione 2026 del Jova Beach Party l’amministrazione comunale ha individuato infatti, in accordo con gli organizzatori, un’area di proprietà privata lontano dai delicati equilibri dell’ecosistema costiero. “Se c’è un messaggio che vogliamo emerga con forza da tutta questa vicenda, è la necessità di un cambio di paradigma culturale: le spiagge lungi dall’essere spazi destinati a una funzione esclusivamente antropica e ricreativa, presentano caratteristiche ecologiche uniche e impongono un utilizzo pienamente rispettoso degli habitat e delle innumerevoli specie che, insieme a noi esseri umani, le popolano. La ricchezza della nostra biodiversità non può e non deve essere spazzata via a cuor leggero, spianata da pesanti ruspe, per assecondare il divertimento di un giorno o due. Dobbiamo imparare a vivere il nostro litorale non come un palcoscenico vuoto da riempire e sfruttare, ma come un patrimonio vivo da custodire”.