In audizione all’Eurocamera, il commissario Hoekstra ha sottolineato che il sistema dell’Ets funziona. E ha annunciato che nella riforma, attesa per luglio, ci sarà “spazio per le emissioni nel 2040 e oltre”
Si torna a parlare di Ets. Lo ha fatto il commissario Ue al clima, Wopke Hoekstra, in audizione in commissione Ambiente (Envi) del Parlamento europeo, sottolineando l’efficacia del sistema e anticipando alcune misure contenute nella revisione, attesa per ora il 15 luglio. “Il sistema Ets funziona e dal 2005 ha quasi dimezzato le emissioni nei settori che copre. Dare un prezzo al carbonio ha ridotto in modo massiccio il consumo di combustibili fossili e la nostra dipendenza dalle importazioni. Senza di esso, l’Europa consumerebbe oggi 100 miliardi di metri cubi di gas in più, rendendoci ancora più vulnerabili”. Nel suo intervento, Hoekstra ha ricordato che nei primi 60 giorni di guerra in Iran la spesa per l’import di fossili in Ue “è aumentata di oltre 27 miliardi di euro senza alcun aumento di energia”.
Le novità attese per l’estate fanno comunque supporre, come già annunciato, che il sistema verrà rafforzato ed esteso ai prossimi decenni. Il commissario ha infatti sottolineato “A luglio la Commissione europea “presenterà la revisione dell’Ets” nella quale “valuteremo un’eliminazione più graduale delle quote gratuite”. Tra queste, l’inclusione del fattore di riduzione lineare dell’Ets nel target climatico 2040 che lascerà “spazio per le emissioni nel 2040 e oltre“. Oggi la fine delle emissioni nel mercato è prevista per il 2039. Poi ancora, l’integrazione delle rimozioni permanenti di carbonio nel sistema per “creare ulteriore spazio per i settori più difficili da decarbonizzare”. Hoekstra ha citato altre misure di sostegno all’industria, come la nuova banca per la decarbonizzazione industriale che punta a 100 miliardi di euro di finanziamenti per implementare soluzioni a basse emissioni di carbonio e l’acceleratore di investimenti Ets – anche questa iniziativa attesa per luglio – che secondo le stime di Bruxelles potrebbe mobilitare fino a 30 miliardi di dollari entro il 2028.
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