Braccio di ferro sulla riforma della caccia, interviene anche Papa Leone

Slitta al 23 giugno il voto in Senato sul ddl caccia per mancanza del numero legale. Papa Leone IVX risponde alla Lipu: “Una questione di grande rilevanza sociale e morale”. Le associazioni: “Il più grave attentato dei nostri tempi alla natura”

Niente da fare, è tutto rimandato a martedì 23 giugno. Era programmato per il 17, poi slittato al 18 giugno, il voto al Senato sul tanto dibattuto disegno di legge 1552 sulla caccia, fortemente voluto dalla maggioranza e contrastato dalle opposizioni, dopo che per mesi le associazioni ambientaliste ne hanno denunciato i pericoli, e contro il quale sono state consegnate 400mila firme al Senato lo scorso febbraio. Il numero legale dei votanti però è mancato per ben due volte nella giornata di giovedì.

Il testo, divenuto noto anche come “sparatutto” e promosso dal ministro dell’agricoltura Francesco Lollobrigida nel 2025, è a firma del capo dei senatori FdI Lucio Malan. Riforma la legge in tema caccia, datata 1992, e punta a riconoscere l’attività venatoria come “utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità e degli ecosistemi”, aumentando così il numero di animali cacciabili e le aree di caccia consentite. Anche i calendari venatori sarebbero ampliati, con la possibilità di cacciare anche durante le fasi di migrazione e nidificazione degli animali o con il buio, diventando di fatto un pericolo per la sicurezza pubblica.

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La posizione delle associazioni ambientaliste

Annamaria Procacci, responsabile dell’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa), la definisce “una dichiarazione di guerra alla natura e agli animali”. Contrari anche gli animalisti e le associazioni, tra cui Wwf, Lipu e Legambiente. “Si prefigura – dichiarano le associazioni – la distruzione della natura, l’uccisione di un numero ancora maggiore di animali selvatici per l’esclusivo divertimento dei cacciatori, la privazione della libertà per i cittadini di muoversi in sicurezza, lo sfregio del dettato costituzionale e del diritto europeo.

“Per impedire che ciò accada – continuano le associazioni – chiamiamo alla massima mobilitazione le forze parlamentari responsabili, di maggioranza e opposizione, con l’attivazione di tutti gli strumenti democratici necessari, a partire dalla presenza dei leader e dei parlamentari, non importa se di Camera o Senato, negli eventi di protesta ed all’inizio della discussione in aula del Senato. “Invitiamo inoltre leader politici e parlamentari a dichiarare la propria opposizione al disegno di legge adottando l‘hashtag #iomioppongo e comunicarlo in ogni modo possibile, a partire da interviste televisive e radiofoniche e messaggi social media. Si diano i segnali più forti per fermare il più grave attentato dei nostri tempi agli animali, alla natura, alla sicurezza delle persone, al senso stesso della democrazia”.

Il commento di Papa Leone XIV

Anche Papa Leone è intervenuto nella vicenda, con una nota spedita in risposta alla lettera inviata dalla Lipu riunita ad Assisi. “Pur sottolineando l’indiscutibile terzietà della Santa Sede rispetto alle “tematiche legislative degli Stati”, Papa Leone ha definito il tema “una questione di grande rilevanza sociale e morale”, esprimendo “apprezzamento per la sensibilità e l’opera” svolta nei riguardi della natura e “pregando affinché siano esauditi i legittimi desideri della Lipu”.

Il Papa ha inoltre assicurato che la Santa Sede non mancherà di promuovere “il rispetto e la tutela del creato, dono incomparabile di Dio, sia con il Magistero del Sommo Pontefice sia con gli interventi degli Osservatori permanenti presso i vari Organismi internazionali”.

La risposta del ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin

In Senato intanto, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin ha risposto convinto a un’interrogazione del M5s sulla compatibilità tra la normativa nazionale in materia di prelievo venatorio e il diritto europeo. “Continueremo a esercitare fino in fondo le responsabilità del ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica, con equilibrio, rigore e senso delle istituzioni, avendo come riferimento la tutela del patrimonio naturale del Paese e la salvaguardia della biodiversità“.

“Come sempre – ha aggiunto – nel prosieguo dei lavori parlamentari siamo disponibili al confronto e a intervenire per migliorare ulteriormente il testo, garantendo la piena rispondenza dei calendari e delle attività venatorie al principio di conservazione della biodiversità, tutela dell’avifauna, sulla base di valutazioni scientifiche terze”.