Clima, in Europa 200mila morti per il caldo negli ultimi quattro anni

Numeri peggiori di decessi dovuti al caldo estremo registrati in Grecia, Italia, Spagna, Germania. Kluge, Oms: “Le ondate di calore non sono più anomalie meteorologiche isolate”

A causa del cambiamento climatico le temperature in Europa stanno crescendo a un tasso doppio rispetto alla media globale e negli ultimi quattro anni nel Vecchio Continente le ondate di calore estremo hanno causato oltre 200mila morti oremature, che potevano essere evitate. Ad affermarlo è il direttore dell’Ufficio europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Hans Kluge, in occasione del lancio delle linee guida per i piani d’azione contro il caldo.

“Le ondate di calore non sono più anomalie meteorologiche isolate. Sono ormai una crisi ricorrente che infligge sofferenza, miete vittime e mette a dura prova i nostri sistemi sanitari e le nostre infrastrutture”, ha affermato Kluge. Da qui l’esigenza di mettere a punto interventi di tipo strutturale per rispondere al caldo estremo. Le linee guida rappresentano un manuale a disposizione degli Stati per mettere a punto i ‘Piani d’azione per il caldo e la salute’, che per l’Oms sono a tutti gli effetti “un importante strumento di sanità pubblica per prepararsi e rispondere al caldo estremo”.

L’aumento delle temperature globali, la rapida urbanizzazione e l’invecchiamento demografico si combinano e accrescono sia l’esposizione al caldo sia la vulnerabilità ai suoi effetti. Nel complesso queste tendenze stanno creando un carico crescente, e distribuito in modo diseguale, di malattie e morti legate al caldo e mettono in evidenza la necessità di una prevenzione e di una preparazione efficaci, avverte l’Oms.

Il numero più alto di decessi legati al caldo per milione di abitanti si registra in Grecia, Italia, Spagna e Germania.
I comportamenti individuali, come stare a casa nelle ore più calde, non sono sufficienti. “Abbiamo bisogno di risposte coordinate, forti, istituzionali”, ha sottolineato Kluge. La lista degli interventi proposti è lunga: “dal rendere più verdi le nostre città a creare un network di centri di accoglienza per sfuggire al caldo; dai servizi sociali che verificano l’idratazione degli anziani alla formazione di insegnanti e operatori dell’infanzia per riconoscere i sintomi delle malattie legate al calore”, ha aggiunto il direttore dell’Oms Europa. E poi, “l’introduzione di pause o turni flessibili, per evitare che i lavoratori si espongano al sole di mezzogiorno, fino alla garanzia di un numero sufficiente di personale in servizio nelle strutture sanitarie durante le ondate di calore. Le soluzioni sono pratiche, accessibili e scalabili”, ha concluso Kluge.