AVIS e la forza di una goccia

Avis Frosinone e Nuova CPlastica insieme per raccogliere gocce di sangue e di olio alimetare usato

In Ciociaria il sangue donato e l’olio raccolto, goccia su goccia, grazie ai cittadini, all’AVIS e al supporto di Nuova CPlastica, proteggono le persone e l’ambiente

Dopo le tappe di Amaseno, Giuliano di Roma, Paliano e Fiuggi, il progetto di AVIS Provinciale Frosinone — sostenuto dall’Otto per Mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia e inserito nell’ambito della campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea», riconosciuta da ASviS come Buona Pratica Territoriale 2025–2026 per l’Obiettivo 14 dell’Agenda ONU 2030 — conferma la Ciociaria come laboratorio di cittadinanza attiva, dove donare il sangue e proteggere l’acqua sono diventati un unico gesto quotidiano.

Simboli della campagna Goccia su Goccia Trasformare quindici minuti di riposo post-donazione in un gesto di tutela ambientale: è questa l’intuizione alla base di «Goccia su Goccia — Dona sangue, salva l’ambiente», il progetto che AVIS Provinciale Frosinone ha portato, tappa dopo tappa, nei borghi della Ciociaria legati all’acqua da un filo antico. Amaseno, Giuliano di Roma, Paliano e, da ultimo, Fiuggi hanno risposto con una partecipazione che restituisce oggi un bilancio complessivo capace di parlare da solo: quello di una comunità che, donando sangue, ha imparato a donare anche attenzione al proprio territorio.

Il meccanismo è semplice quanto efficace. Presso le sedi AVIS di Amaseno, Fiuggi, Giuliano di Roma e Paliano, i donatori ricevono — durante i quindici minuti di riposo che seguono il prelievo — un imbuto dotato di filtro per la raccolta domestica dell’olio da cucina esausto, da riconsegnare in occasione delle visite successive. Un gesto minimo che, moltiplicato per ogni famiglia, incide su un rischio tutt’altro che teorico: una sola goccia di olio esausto può rendere non potabili mille litri d’acqua, mentre un litro disperso nell’ambiente può contaminare una superficie grande quanto un campo da calcio.

Aderenti alla campagna Goccia su Goccia Nei territori montani e collinari della Ciociaria, dove l’olio sversato scende a valle per gravità infiltrandosi nel suolo, intercettarlo alla fonte significa proteggere falde, tradizioni e lavoro dell’intera valle. Non è un caso che il progetto abbia scelto proprio queste quattro comunità: Fiuggi con le sue celebri fonti termali, Paliano affacciata sul Fiume Sacco e la memoria dei suoi antichi mulini, Amaseno dove il fiume omonimo alimenta campi e allevamenti di bufala, Giuliano di Roma con le sue sorgenti carsiche sotterranee. Territori diversi, uniti dalla stessa fragilità idrica e dalla stessa cultura del cibo — crespelle, pizze fritte, tartalicchi — che rende la gestione dell’olio da frittura una questione quotidiana e non astratta.

L’ultima tappa del percorso, presso la sede AVIS di Fiuggi, ha registrato un’ampia partecipazione al doppio appuntamento tra donazione del sangue e ritiro dell’imbuto per la raccolta domestica dell’olio esausto. Un risultato che si aggiunge idealmente a quelli già raccolti ad Amaseno, Giuliano di Roma e Paliano, componendo un percorso che ha attraversato l’intera provincia in poche settimane, confermando ovunque la stessa risposta di generosità.

Raccolto correttamente, l’olio esausto smette di essere un rifiuto e diventa materia prima per biodiesel o sapone — proprio come una sacca di sangue donata si trasforma in una nuova possibilità di vita per chi la riceve. È la stessa proporzione a cui rimanda Pacecca Emma, ideatrice del progetto per AVIS Provinciale Frosinone, secondo cui chi sceglie di donare il sangue porta con sé una sensibilità che si estende in modo naturale alla cura dell’ambiente circostante: un legame che «Goccia su Goccia» ha reso visibile, portando i donatori a tornare nelle sedi AVIS anche con l’olio raccolto a casa.

Piero Camoli e la mascotte di Stop Food Oils and Fats in the SeaUn impegno condiviso con questa lettura arriva anche da Piero Camoli, amministratore di Nuova C Plastica, per il quale il progetto costruisce esattamente ciò a cui la campagna «Stop Food Oils and Fats in the Sea» punta su scala nazionale: una rete di presidi capillari capace di intercettare l’olio esausto nei luoghi dove le famiglie vivono davvero, nel punto d’incontro tra cura delle persone e cura dell’ambiente.

«Goccia su Goccia» si inserisce nella campagna nazionale «Stop Food Oils and Fats in the Sea», riconosciuta da ASviS — Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, la più ampia rete italiana impegnata sui temi dell’Agenda ONU 2030 — come Buona Pratica Territoriale 2025–2026 per il raggiungimento dell’Obiettivo 14, Vita sott’acqua. Un riconoscimento che certifica come la corretta gestione dell’olio domestico, anche nel gesto minimo di una singola famiglia, si traduca in un contributo concreto agli obiettivi globali di sostenibilità. Il progetto è reso possibile dal contributo dell’Otto per Mille della Chiesa Evangelica Luterana in Italia, che ne ha sostenuto integralmente la realizzazione nelle quattro sedi della Ciociaria.

Il percorso compiuto tra Amaseno, Giuliano di Roma, Paliano e Fiuggi conferma un dato che accompagna da sempre il volontariato del sangue: chi ha a cuore la vita degli altri conserva la stessa cura per l’ambiente che li circonda. Generosità verso le persone e responsabilità verso il territorio non sono due strade parallele, ma due espressioni della medesima sensibilità — quella che «Goccia su Goccia» ha saputo rendere concreta, tappa dopo tappa, nei borghi della Ciociaria.