Il tema della presenza degli studenti con cittadinanza non italiana nelle scuole torna al centro dell’attenzione dopo l’annuncio del Governo sulla possibile introduzione di una soglia vincolante del 30% per classe. Il limite, previsto già dal 2010 dalla normativa ministeriale, riguarda gli alunni con cittadinanza non italiana, ma prevede anche possibilità di deroga legate, tra gli altri aspetti, alle competenze linguistiche e alla presenza di studenti nati in Italia.
Secondo gli ultimi dati disponibili del Ministero dell’Istruzione e del Merito, riferiti all’anno scolastico 2022/2023, gli studenti con cittadinanza non italiana erano 914.860, pari all’11,2% della popolazione scolastica. Le classi statali che superavano la soglia del 30% rappresentavano complessivamente il 7,6%, cioè circa una classe ogni tredici.
Il dato cambia considerando gli studenti nati all’estero
La situazione assume però caratteristiche differenti se si considera la storia migratoria degli studenti. Dei 914.860 alunni con cittadinanza non italiana, 598.745, pari al 65,4%, risultavano nati in Italia. Si tratta delle cosiddette seconde generazioni, che hanno frequentato il sistema scolastico italiano fin dai primi anni di vita.
Escludendo dal conteggio gli studenti con cittadinanza non italiana nati in Italia e considerando soltanto quelli nati all’estero, la percentuale delle classi che supera il 30% si riduce sensibilmente. A livello nazionale arriva allo 0,6%. Nella scuola primaria passa dal 12,4% allo 0,6%, alle medie dal 7% allo 0,2%, mentre alle superiori dal 3,5% allo 0,8%.
Le differenze tra Nord, Centro e Sud
La distribuzione degli studenti con cittadinanza non italiana non è uniforme sul territorio. Oltre il 63% frequenta scuole situate nelle regioni del Nord, mentre il 23,3% si trova nel Centro e l’11,5% nel Mezzogiorno e nelle Isole.
Tra le regioni con la maggiore percentuale di classi oltre la soglia del 30% figurano Lombardia, con il 16,8%, ed Emilia-Romagna, con il 15,6%. Seguono Liguria, Piemonte, Veneto e Toscana. Nel Mezzogiorno i valori risultano invece più contenuti: si va dallo 0,4% di Puglia e Sardegna all’1,5% della Sicilia.
A livello provinciale, le percentuali più elevate vengono registrate a Prato e Piacenza. Per numero assoluto di studenti con cittadinanza non italiana, invece, le maggiori concentrazioni riguardano le aree metropolitane di Milano, Roma e Torino.
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