Consegne previste fino al 2033. Un’opera su cinque (19 su 98) ha subito un incremento di costo, per un totale di 210 milioni di euro. Il Piano opere sale a 3,62 miliardi. Il bilancio di Libera e Open Olympics
Novantotto opere per un costo complessivo di 3,62 miliardi di euro, con un incremento di 84,7 milioni di euro (+2,4%) negli ultimi dieci mesi e un aumento cumulato di quasi 210 milioni (+6,2%) rispetto alla prima rilevazione possibile (settembre 2024). L’aumento si concentra quasi per intero sulle infrastrutture definite di legacy, ossia solo indirettamente riferite all’evento (+81 milioni), mentre le opere essenziali salgono di 3,7 milioni. In sintesi, un’opera su cinque (19 su 98) ha subito un incremento di costo, toccando il valore massimo con la riqualificazione stradale Busto Arsizio/Gallarate/Cardano, il cui importo è quasi raddoppiato (+49 milioni, pari a un +87%). Analizzando i dati disponibili, a sei mesi dalla conclusione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026, Libera e le 20 associazioni della rete civica Open Olympics 2026 presentano il report consuntivo “All’indomani dei Giochi: cinque indicazioni civiche per una piena ed effettiva trasparenza e rendicontabilità dei grandi eventi”. Il documento restituisce la prima fotografia dello stato dell’arte post-evento elaborando i dati aggiornati al 28 agosto 2026 forniti da Simico S.p.A., dal Commissario straordinario alle Paralimpiadi e dalla Fondazione Milano Cortina 2026.
Aumenti dei costi regione per regione
La Lombardia guida i rincari (+50 milioni), seguita da Trentino (+17,2 milioni), Veneto (+15,5 milioni) e Bolzano (+2 milioni). L’aumento maggiore riguarda la riqualificazione stradale Busto Arsizio/Gallarate/Cardano, il cui costo è quasi raddoppiato (+49 milioni, ossia +87%). Seguono la Variante di Cortina Lotto 1 (+11,4 milioni) e la Variante Trescore Entratico Lotto 2 (+7,7 milioni). In controtendenza 7 opere che vedono ridursi i costi, tra cui la Tangenziale Sud di Sondrio (-5,5 milioni).
Cantieri e tempistiche: il 58% delle opere deve ancora partire
Secondo i dati a disposizione, a sei mesi dallo spegnimento del braciere olimpico, solo 890 milioni di euro (il 25% della spesa totale) risultano spesi per opere effettivamente concluse. Altri 630 milioni (17%) sono destinati a interventi in corso d’esecuzione, mentre 2,1 miliardi di euro (il 58%) riguardano opere mai iniziate, ancora ferme in fase di gara o progettazione. Inoltre, l’81,8% delle opere registra ritardi rispetto alle stime iniziali, con uno slittamento mediano di 219 giorni (oltre 7 mesi). Per la metà del Piano (48 opere su 98) la data di fine lavori è stata ulteriormente posticipata, localizzando l’ultimo cantiere al 29 dicembre 2033, ovvero oltre sette anni e mezzo dopo la fine dei Giochi. La scomposizione delle opere legacy (che da sole assorbono 3,16 miliardi, l’87% del Piano) mostra una concentrazione sulle infrastrutture viarie: la rete stradale assorbe il 69,4% delle risorse (2,19 miliardi su 31 interventi), mentre alla mobilità sostenibile su ferro e gomma è destinato il 18,8% (595 milioni). Per ogni euro investito nella mobilità sostenibile, se ne spendono quattro sulla rete stradale. C’è però un rovesciamento nei fatti: la componente di trasporto pubblico e ciclabile è quella che sta effettivamente arrivando a compimento. Il 63,1% della spesa per la mobilità sostenibile è già su opere concluse, contro appena il 2,4% per le opere stradali. Dieci stazioni ferroviarie sono già state rinnovate: le stazioni venete di Belluno, Feltre, Longarone e Ponte nelle Alpi (tutte concluse entro gennaio 2026) e quelle lombarde che insistono sulla linea ferroviaria Milano-Tirano (concluse a dicembre 2025). La stazione di Trento è in dirittura d’arrivo, con fine lavori prevista entro il 2026, e verranno acquistati treni elettrici per la linea Trento-Bassano del Grappa.

Trasparenza insufficiente su subappalti, ambiente e garanzie pubbliche
Sul fronte della trasparenza, il report segnala l’assenza dei dati analitici sulla Carbon Footprint dei cantieri e un’elevata frammentazione negli affidamenti: a fronte di 111 ditte aggiudicatrici uniche, si contano 543 imprese subappaltatrici. Emblematico il caso della soppressione dei passaggi a livello sulla linea Milano-Tirano, che conta 121 subappaltatori (una ditta diversa ogni 1,3 km di ferrovia), senza che il portale specifichi valori economici e tipologie di contratto. La “coperta economica” degli accantonamenti degli Enti risulta infine sempre più corta: le risorse non bastano a coprire contemporaneamente garanzie, deficit, opere di legacy e futuro degli impianti.
I bilanci: la gestione commissariale e il deficit della Fondazione
Il report analizza le tre relazioni trimestrali prodotte dal Commissario straordinario alle Paralimpiadi (figura istituita dal D.L. Sport n. 96/2025) dove a fronte di un portafoglio salito a 542,8 milioni di euro, la spesa ha subito una forte accelerazione a ridosso e a margine dell’evento. I flussi sono passati da appena 79,6 milioni di euro a metà gennaio 2026, fino a toccare i 257,08 milioni a fine giugno. In termini percentuali, oltre un terzo di tutta la spesa erogata dal Commissario (83,3 milioni di euro, pari al 32,4% delle uscite complessive) è stata bonificata nel trimestre successivo alla chiusura dei Giochi, quando le attività organizzative avrebbero dovuto essere ormai concluse. Oltre tre euro su quattro usciti dalle casse commissariali risultano spesi per coprire impegni di altre strutture: solo a Fondazione Milano Cortina sono stati erogati 64 milioni di euro di anticipazioni di cassa al 50% (ex D.L. 32/2026) per contratti già stipulati con fornitori privati. A questi si aggiungono 16 milioni destinati a Simico e oltre 7,6 milioni alla Difesa e all’Associazione Nazionale Alpini per la gestione dei volontari. Un meccanismo in cui la quasi totalità delle risorse è stata liquidata sulla base di anticipi o documentazione autoprodotta, prima ancora di aver ricevuto e verificato le rendicontazioni analitiche a consuntivo. Permane inoltre il congelamento di 62,7 milioni di euro legati alla garanzia stabilita nel dossier di candidatura a carico di Regione Veneto, Comune di Milano e Provincia Autonoma di Trento: la cifra è attualmente bloccata a causa dello stallo tra i tre enti nel concordare la ripartizione dell’onere. Il bilancio 2025 della Fondazione Milano Cortina mostra costi di gestione schizzati a 331,2 milioni di euro (+226,2 milioni in un anno), a fronte di un valore della produzione di 294,4 milioni. L’ulteriore perdita di 39,1 milioni porta il deficit patrimoniale cumulato a -176,5 milioni di euro, con debiti che superano il miliardo di euro (1.020,4 milioni) a fronte di soli 365,8 milioni di crediti. A spingere le uscite è stata la voce “Servizi” (195,2 milioni), con consulenze tecniche esplose a 83,3 milioni e servizi di vigilanza cresciuti dell’8.000% (a 24,1 milioni).
Le cinque richieste di Open Olympics 2026
«Se il successo sportivo è stato garantito sul piano agonistico, e di questo non possiamo che essere lieti», dichiara Leonardo Ferrante, della direzione nazionale di Libera e portavoce della rete Open Olympics 2026, «l’analisi dei dati rivela il consolidamento di criticità già annunciate su spesa, tempistiche e trasparenza contabile. Il nostro report indica al decisore politico cinque indispensabili raccomandazioni per i futuri grandi eventi:
- trasparenza finanziaria totale: pubblicazione in formato aperto della matrice di finanziamento e dei debiti di tutti i soggetti coinvolti;
- moratoria sui cantieri non avviati: blocco immediato e riapertura del dibattito pubblico per tutte le opere non ancora collegate a cantieri attivi (con consegne fino al 2033), per valutare la cancellazione di interventi anacronistici e il riorientamento delle risorse sui bisogni dei territori;
- trasparenza ecologica: pubblicazione dei dati analitici ex-post sulla Carbon Footprint di cantieri ed eventi;
- stop all’uso improprio del canale paralimpico: fine dell’utilizzo strumentale della sigla paralimpica come canale commissariale per la copertura di costi organizzativi generali di soggetti terzi;
- riforma della governance per i grandi eventi: limitazione all’uso di fondazioni private coperte da garanzia pubblica in bianco, imponendo la totale trasparenza preventiva di bilanci, contratti e consulenze quando si impiegano risorse della collettività»
Leggi il nostro speciale sui Giochi di Milano Cortina 2026
