Nato dalla riconversione di un ex- impianto Whirlpool, lo stabilimento di Gardolo, in grado di utilizzare fino ad oltre il 90% di vetro riciclato, è in prima linea sul recupero dell’acqua e del calore dei fumi. Parte dei suoi consumi elettrici è prodotta da un impianto fotovoltaico e vanta oltre 300 dipendenti. La 47esima tappa della Campagna I cantieri della transizione di Legambiente
Dal Trentino-Alto-Adige arriva un esempio nazionale di transizione ecologica che coniuga rigenerazione urbana, economia circolare, sostenibilità ambientale e nuova occupazione. A dimostrarlo la storia e i numeri dello stabilimento di Spini di Gardolo, del gruppo Vetri Speciali S.p.A., un importante polo per la produzione di contenitori in vetro per alimenti, situato a nord di Trento, e inserito oggi da Legambiente nella lista dei migliori cantieri nazionali della transizione ecologica presenti in Italia. Il suo merito, è quello di aver saputo puntare su una “sostenibilità resiliente”, ossia una sostenibilità a 360° in grado di mutare nel tempo le sue forme e i suoi obiettivi mettendo al centro anche i lavoratori. Otto i fiori all’occhiello che gli sono valsi questo importante riconoscimento e che ne fanno, secondo Legambiente, un simbolo di transizione ecologica e di riscatto industriale.
I fiori all’occhiello
Nato nel 2015 dalla riconversione dell’ex sito industriale della Whirlpool, lo stabilimento di Spini di Gardolo è in grado di utilizzare fino ad oltre il 90% di vetro riciclato che richiede meno energia per la fusione rispetto alle materie prime utilizzate per produrre nuovo vetro, contribuendo così alla riduzione dell’energia necessaria al processo e delle conseguenti emissioni di CO₂. L’energia elettrica che consuma viene prodotta in parte da un impianto fotovoltaico con una potenza di circa 800 kWp. Inoltre, lo stabilimento utilizza un nuovo ciclo di gestione dell’acqua, l’intelligenza artificiale per il controllo di qualità, ed è inoltre configurato per sperimentare l’utilizzo dell’idrogeno per alimentare un forno fusore. Altro aspetto importante riguarda il recupero del calore dei fumi, che consente di riscaldare d’inverno gli edifici e d’estate alimenta il raffrescamento degli ambienti. È stato ridotto l’inquinamento acustico grazie all’adozione di un doppio rivestimento che intrappola al proprio interno il rumore proveniente dai reparti di produzione dei contenitori.
Sul fronte occupazionale, lo stabilimento di Spini di Gardolo conta un alto numero di occupati, oltre 300. Volendone indicare l’evoluzione, ben 125 provenivano dall’ex Whirlpool, molti dei quali con più di cinquant’anni, ai quali nel corso degli anni si sono aggiunti anche giovani inseriti attraverso il “Progetto Giovani” della Provincia di Trento e altri lavoratori del territorio. La successiva espansione del sito, avvenuta nel 2025, ha accolto gli addetti dello storico stabilimento di Pergine Valsugana, la cui attività produttiva è terminata nell’ottobre 2024, unitamente ad altre assunzioni sul territorio. Ad oggi nell’intero compendio lavorano circa 330 persone, oltre all’occupazione generata dall’indotto. Il fatto che l’impianto sia nato dalla riconversione di quello dell’ex Whirlpool, sottolinea Legambiente, rappresenta un bel segnale di riscatto industriale che lascia ben sperare.
Un cantiere della transizione
Lo stabilimento di Spini di Gardolo di Trento è stato oggi al centro della 47esima tappa della campagna nazionale di Legambiente “I cantieri della transizione ecologica” con cui l’associazione ambientalista dal 2023 sta censendo e mappando, attraverso un viaggio itinerante dal nord al sud della Penisola, le migliori esperienze green che coniugano innovazione e sostenibilità ambientale. Ogni esperienza è raccontata anche con foto e video sul sito cantieridellatransizionecologica.it.
A Trento l’associazione ambientalista, accompagnata da Assovetro, ha visitato l’impianto di produzione che porta in primo piano il tema della sostenibilità degli stabilimenti che lavorano il vetro. Parliamo di strutture storicamente energivore ma che negli anni stanno dimostrando di saper lavorare su un’impronta sostenibile rispettosa dell’ambiente e dei lavoratori. Quella visitata oggi, è la quarta vetreria censita da Legambiente nell’ambito della sua campagna nazionale. Oltre al caso virtuoso trentino, nel 2025 l’associazione ambientalista ha fatto tappa con Assovetro anche in Toscana presso lo stabilimento di Pescia (PT) e in Friuli Venezia Giulia presso lo stabilimento O-I di Villotta di Chions (PN) e quello di Zignago Vetro a Portogruaro (VE). Tutti accomunati dallo stesso obiettivo ridurre l’impatto ambientale e generando opportunità di lavoro.
“Per la prima volta – commenta Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente – la nostra campagna nazionale I cantieri della transizione ecologica fa tappa in Trentino-Alto-Adige. Siamo ben lieti di arrivare in questa regione facendo toccare con una mano una realtà importante che ha fatto della sostenibilità resiliente il suo punto di forza dando impulso all’economia locale e creando nuovi posti di lavoro. Non dimentichiamo che l’Italia è leader nel riciclo del vetro, con un tasso di riciclo salito nel 2025 all’82,1%. Un dato importante che indica come questa filiera rivesta oggi un ruolo importante insieme al processo di decarbonizzazione avviato da diversi impianti industriali, come quello che abbiamo visitato oggi con Assovetro, e che parte dall’utilizzo del vetro riciclato per ridurre le emissioni”.
“Tutta l’industria italiana del vetro ha sottolineato Vitaliano Torno, Presidente di Assovetro – sta percorrendo la strada verso una produzione sempre più sostenibile e lo dimostrano alcuni traguardi raggiunti. L’energia rinnovabile utilizzata è arrivata a circa il 40%, i consumi idrici si sono dimezzati dal 2016, le emissioni di CO2, anche se c’è ancora da lavorare, sono diminuite del 70% rispetto a 40 anni fa. Lo stabilimento di Spini di Gardolo è un esempio eccellente di questa continua ricerca di innovazione e sostenibilità che è entrata ormai nel DNA dell’industria del vetro. Proprio qui a Gardolo si è lavorato sulle tre accezioni della sostenibilità: quella ambientale, economica e sociale. E si è aperta anche una finestra sul futuro: l’impianto è configurato per sperimentare l’utilizzo dell’idrogeno per alimentare un forno fusore”.
Punto di forza il vetro riciclato: uno degli elementi centrali dello stabilimento riguarda l’utilizzo del vetro proveniente dalla raccolta differenziata. L’impianto è stato configurato per poter realizzare produzioni nelle quali la quota di rottame riciclato può avvicinarsi al 100% delle materie utilizzate per la carica del forno fusore, come nel caso del “Wild Glass” sviluppato dall’azienda. Per rendere possibile questo processo sono state ripensate anche le aree di composizione e aumentate le capacità di stoccaggio del rottame, così da garantire la continuità dell’alimentazione dei forni anche in presenza di temporanee difficoltà nel reperire materiale con caratteristiche qualitative adeguate.
Dal 2025 è attivo presso lo stabilimento di Gardolo un impianto di depurazione delle acque tecnologiche, progettato per filtrare le acque utilizzate nel raffreddamento dei macchinari separandone la componente fangosa, composta prevalentemente da sabbia di vetro miscelata a oli e lubrificanti, da quella acquosa. Questo processo, a ciclo chiuso, consente di depurare e riutilizzare internamente l’acqua trattata, riducendo la necessità di immettere nuova risorsa idrica nel ciclo produttivo. Nel corso del 2025 è stato, inoltre realizzato un nuovo forno fusore con annesse quattro nuove linee produttive. A parità di condizioni operative, l’impianto di nuova realizzazione presenta consumi energetici specifici ridotti di circa il 10% rispetto a quelli riscontrati sull’impianto già in esercizio e, conseguentemente, una pari riduzione di emissioni di CO2.
Vetri Speciali Spa: nata a Trento nel 1994, Vetri Speciali produce contenitori in vetro sodico-calcico per il settore alimentare, caratterizzati, in particolare, da forme e colorazioni non convenzionali. Oggi la produzione è distribuita negli stabilimenti di Spini di Gardolo, Ormelle, in provincia di Treviso, e San Vito al Tagliamento, in provincia di Pordenone. Il Gruppo produce complessivamente circa 400 milioni di contenitori all’anno e conta circa 1.000 dipendenti diretti.
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