In Italia vengono raccolti ogni anno 6,22 kg di Raee per abitante. Una criticità importante di cui si occupano gli studi di Erion Wee. Arienti: “Serve un sistema semplice e una comunicazione efficace”
Smartphone, auricolari, rasoi elettrici, cavi e dispositivi elettronici di piccole dimensioni sfuggono ai corretti canali di conferimento quando giungono a fine vita. Rimangono nei cassetti di casa, confluiscono in circuiti non conformi o vengono gettati nel sacco nero.
Il tasso di raccolta, infatti, non supera il 17% della media dell’immesso sul mercato nei tre anni precedenti, un dato ancora molto distante dal target europeo, pari al 65%. In Italia vengono raccolti ogni anno 6,22 kg di Raee per abitante, di cui 1,43 kg sono apparecchiature di piccole dimensioni.
Da questa criticità nasce lo studio “Dalla prossimità alla raccolta. Analisi dei nuovi modelli di raccolta dei piccoli Raee nei casi studio di Asia Napoli e Coop Lombardia”, realizzato da Erion Wee e presentato durante l’evento “La raccolta dei piccoli Raee non funziona. Che fare?”, svolto all’Hotel Quirinale a Roma.
“I risultati mostrano che ridurre la distanza tra cittadino e punto di raccolta è importante, ma non basta – afferma Giorgio Arienti, Direttore Generale di Erion Wee -. La prossimità rappresenta un fattore abilitante: perché si trasformi in raccolta effettiva deve essere accompagnata da un servizio riconoscibile, semplice da utilizzare, continuativo e sostenuto da campagne di comunicazione e sensibilizzazione”.
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