Auto elettriche, perché è possibile e conviene la proposta di un leasing sociale anche in Italia

Stazione di ricarica pubblica per auto elettrica a Düsseldorf

Il governo francese ha stanziato 400 milioni di euro all’anno per mettere 150.000 auto elettriche  lavoratori a disposizione dei lavoratori a basso reddito. Il Dpcm Automotive presentato in Italia sembra una copia fatta male, favorendo di fatto il consumo di carburanti

Lo scorso 23 luglio il governo italiano ha presentato il Dpcm Automotive con una misura “bandiera”: il programma di noleggio sociale a lungo termine, che consentirà alle famiglie con redditi più bassi di usufruire di veicoli nuovi meno inquinanti. Il progetto ideato e gestito congiuntamente dall’Aci e dal Ministero delle Imprese e del made in Italy, avrà le seguenti caratteristiche:

  • resterà attivo fino al 30 giugno 2030 ed è rivolto alle persone fisiche con un Isee inferiore a 30.000 euro;
  • prevede il noleggio a lungo termine di veicoli nuovi, immatricolati in Italia, appartenenti alla categoria M1 (autovetture), omologati almeno Euro 6 e con emissioni di CO₂ non superiori a 135 grammi per chilometro;
  • il contratto di noleggio ha una durata minima di 36 mesi e prevede un canone sociale di 100 euro al mese, Iva inclusa, con un limite di percorrenza di 12.000 chilometri annui;
  • per accedere al noleggio sociale è obbligatoria la rottamazione di un veicolo fino a Euro 4, posseduto da almeno 12 mesi;
  • al termine dei tre anni sarà inoltre possibile acquistare il veicolo beneficiando di uno sconto del 10% sul valore di mercato.

Viene spontaneo osservare che auto che non siano euro 6 non potrebbero essere vendute come nuove e che il limite medio europeo delle emissioni di CO₂ per le nuove auto immatricolate nel 2026 è fissato a 93,6 grammi per chilometro (g/km) come media della flotta di ciascun costruttore. Se la media viene superata il costruttore si trova a versare una multa salata o, in alternativa, ad acquistare “diritti” alle emissioni da costruttori che hanno venduto più auto elettriche.

Ma, soprattutto, perché “costringere” i cittadini con un reddito medio (l’Isee medio italiano si attesta infatti a 17.600 euro nel 2025) a spendere 2 euro al litro di benzina? Per 12.000 chilometri all’anno sono più di mille euro: 87 euro mensili di benzina (nel caso delle auto ibride con emissioni decisamente inferiori ai 135 gr/km), che si sommano ai 100 euro del noleggio, all’assicurazione, al bollo, alla manutenzione, quindi più di 200 euro mensili.

C’è poi il problema non trascurabile del bilancio dell’operazione: al momento ci sono solo 50 milioni di euro che, come promesso dal ministro del Mimit Adolfo Urso, potrebbero diventare anche 2 o 300 milioni “a regime”. Con 50 milioni, si dichiara, si potrebbero mettere in strada appena 3.000 auto a benzina. Un po’ troppo care, visto che ogni auto costerebbe allo stato quasi 15 mila euro.

La proposta: un noleggio sociale di auto elettriche a 100 euro al mese

Nell’infografica che segue viene illustrata la proposta messa a punto dal governo francese che, con 400 milioni di euro all’anno, ha messo a disposizione 150.000 auto elettriche a lavoratori a basso reddito.

Emergono tre principali differenze nel confronto con il governo italiano:

  • il reddito fiscale del lavoratore è più basso (16.880 euro all’anno), sebbene in Francia lo stipendio medio è il 27% più alto di quello italiano. Quindi in Francia ci si rivolge davvero al “lavoratore povero”;
  • le auto sono solo elettriche e pensate per i pendolari per i quali non esiste una alternativa comoda di trasporto pubblico e a un costo per lo Stato inferiore;
  • vengono previsti incentivi differenti (in base alle emissioni prodotte in fase di produzione) per le auto elettriche di costruzione europee rispetto a quelle extra europee. Interessante, visto che le auto cinesi o indiane (anche a combustione) costano meno. Su quest’ultimo aspetto viene inoltre da chiedersi come si farà in Italia a limitare l’incentivo di Suv a benzina cinesi a basso prezzo (oggi 9% del mercato).

Per il resto la misura proposta dal governo italiano è simile a quella introdotta dal governo francese, forse “copiata” ma male, mirata a favorire il consumo di carburanti.

Leasing sociale per le auto elettriche in Italia

Con poco più dell’1% dei 14 miliardi di extra budget europeo per l’autonomia energetica si potrebbero finanziare wallbox di ricarica domestica o sulla strada vicino a casa (per chi non ha garage) per ogni noleggio sociale di auto elettrica. È ragionevole ipotizzare una spesa media inferiore a 3.000 euro per wallbox. Oggi l’acquisto e l’installazione di wallbox è già incentivato con il 50% di detrazioni fiscali in dieci anni. Quindi lo Stato potrebbe coprire 1.500 euro di differenza per ogni auto usando le risorse dell’extra budget europeo per il 2026, 2027 e 2028. Per 100.000 wallbox con auto in “noleggio sociale” si dovrebbe prevedere una spesa massima di 150 milioni di euro.

Quali auto aggiungere per l’Italia?

Nella proposta francese i costi stimati dallo stato sono tra 6.500 e i 9.500 euro per ogni auto, più alti se l’auto è europea e se anche il motore elettrico è prodotto nel nostro continente. Per le auto di progettazione e produzione francese (Citroen, Peugeot e Renault) il governo italiano potrebbe concordare costi assai simili a quelli previsti in Francia.

Proviamo a proporre altri modelli:

  • la Grande Panda elettrica (costo di listino 25.000 euro, molto simile ai 24.900 della Renault R5 elettrica) potrebbe essere proposta a poco più di 140 euro mensili;
  • la Fiat 500e elettrica (costo di listino 21.000 euro, modello base, molto simile ai 19.500 della Citroen e-C3 elettrica) potrebbe essere proposta a poco più di 110 euro mensili.

Come offerta di auto non europea si potrebbe aggiungere la BYD Dolphin Surf (400 chilometri di autonomia, paragonabile alla R5) con una proposta di 100 euro mensili, con contributo dello Stato di 6.5000 euro a meno che non sia assemblata in Ungheria. Il costo di listino si aggira sulle 20.000 euro, come le piccole Citroen e Renault.

Cosa rende l’offerta con wallbox di ricarica domestica più conveniente?

Per 12.000 chilometri all’anno la differenza in termini di costi tra la ricarica domestica e i prezzi della benzina tra 1,8 e 2 euro al litro, la differenza è la seguente:

  • 1.000 euro di spesa benzina annuale,
  • 300 euro di ricarica elettrica domestica annuale.

Quindi se lo Stato offre auto a benzina a 100 euro al mese, il lavoratore spende almeno 190 euro ogni mese, con il carburante incluso ma senza considerare la manutenzione. Con l’auto elettrica spende invece in tutto tra 130-170 euro al mese a seconda del modello, inclusa la ricarica domestica.