Per il ministro dell’Ambiente Capobianco: ‘I dati sulla deforestazione confermano i progressi del Brasile sul fronte ambientale e smentiscono le recenti accuse degli Usa’
La deforestazione nell’Amazzonia brasiliana è diminuita del 61,4% a maggio 2026 rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, raggiungendo il livello più basso mai registrato per il periodo. Lo ha reso noto il ministro dell’Ambiente, Joao Paulo Capobianco, secondo cui il risultato “smentisce definitivamente le accuse ingiuste degli Stati Uniti” rivolte recentemente al Brasile sul fronte ambientale. Il ministro ha però precisato che la diffusione dei dati non rappresenta una risposta a nessun governo, ma rientra nel calendario ordinario di pubblicazione delle informazioni ambientali. Per Capobianco, i numeri confermano i progressi del Brasile nella lotta alla deforestazione. Il ministro ha inoltre sottolineato che i dati raccolti dal sistema Deter sono “chiari, verificabili, tecnici e di altissima qualità” e possono essere consultati e analizzati da governi e organizzazioni internazionali. Le rilevazioni del sistema di monitoraggio mostrano la maggiore riduzione della serie storica. Considerando il periodo compreso tra agosto 2025 e maggio 2026, il calo raggiunge il 37,5%. Anche il Cerrado, la vasta savana tropicale del Brasile, ha registrato una diminuzione della deforestazione.
A maggio la riduzione è stata del 12,2% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nel periodo compreso tra agosto 2025 e maggio 2026 il calo si è attestato all’8,2%. Capobianco ha definito il risultato “sorprendente”, sottolineando che normalmente durante la stagione secca si registra un aumento delle aree disboscate.
