Ci ha lasciati Paolo Degli Espinosa, Ingegnere e ricercatore dell’Enea, per anni nel Comitato scientifico di Legambiente. Ambientalista da sempre impegnato nella transizione energetica
Paolo Degli Espinosa ci ha lasciati. Uno dopo l’altro, gli ambientalisti storici se ne vanno. Paolo era un entusiasta che ha militato per decenni nel movimento.
Nella sua ricerca di soggetti in grado di accelerare la transizione energetica, individuava di volta in volta nuovi interlocutori, dagli enti locali al sindacato. E su queste intuizioni si lanciava: organizzava eventi, suscitava discussioni. Il suo contributo critico si ritrovava spesso nei numeri della rivista QualEnergia dei primi anni Duemila.
Mi ricordo che una volta organizzò un evento di più giorni a Cervia, con confronti animati, sempre volti ad individuare le strategie più efficaci e gli attori più adeguati alla trasformazione del panorama energetico.
Nel 1987 con Enzo Tiezzi scrisse un libro, molto apprezzato in quegli anni, intitolato “I limiti dell’energia”.
Ingegnere, per tanti anni nel Comitato scientifico di Legambiente, è stato ricercatore dell’Enea. Entrò nel consiglio di amministrazione di questo ente in una fase in cui c’era un direttore generale molto attivo, Renato Strada, con cui entrò però purtroppo in conflitto, tanto che il direttore venne rimosso dall’incarico. Un’occasione persa per imprimere un’accelerazione al ruolo dell’ente.
Ebbe un ruolo importante nella impostazione delle attività della Fondazione per lo sviluppo sostenibile presieduta da Edo Ronchi, fin dal suo avvio nel 2008, occupandosi in particolare di efficienza energetica. Su questo fronte aveva approfondito strumenti, costi, opportunità economiche ed occupazionali. Aveva, in particolare, affrontato con molto impegno le problematiche dell’efficienza energetica nell’edilizia, un tema strategico per le politiche climatiche. Uno dei suoi ultimi contributi fu la pubblicazione del libro, nel 2007, “Italia 2020, Energia e ambiente dopo Kyoto”.
Grazie Paolo!
