Il centrosinistra del Municipio V di Roma ha vinto la sua battaglia ed è riuscito a far approvare la mozione contro l’islamofobia. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sui social, nell’aula di via Giorgia Perlasca ci sono stati diversi momenti di tensione. Presenti in assemblea, da una parte, oltre duecento persone con associazioni e realtà del territori come la rete solidale V municipio che ha esposto lo striscione: “Qui nessuno è straniero”.
Dall’altra parte una ventina di persone fortemente contrari alla mozione. Tra loro vari influncer cosiddetti anti-degrado: da Simone Carabella che si è presentato con la consueta maglietta “conquistiamo tutto” e che è stato preso in giro dai presenti con frasi del tipo “scemo” e “cacarella”, all’italoamericano Joey Mannarino, fino a Gianpaolo Delle Donne e Massimiliano Zossolo del blog Welcome to Favelas.
In apertura di seduta ha preso la parola proprio Zossolo ed ha accusato la sinistra di essere dei “vendipatria”. Poi ha strappato un cartoncino con la bandiera palestinese scatenando le proteste di altri cittadini in aula e dei rappresentanti delle associazioni. Prima di tornare sulle tribune, Zossolo ha anche ricevuto uno schiaffo in faccia. Nel trambusto generale il gruppo di persone, tra loro anche Carabella, ha intonato l’inno d’Italia sventolando la bandiera tricolore. Per calmare le acque a Tor Sapienza sono dovuti intervenire anche quattro poliziotti della squadra mobile e gli agenti della Digos.
Cosa prevede la mozione contro l’islamofobia
La mozione contro l’islamofobia, promossa dalla maggioranza di centrosinistra, è stata approvata dopo una seduta fiume con 13 voti favorevoli e 7 contrari. Il consigliere di Fratelli d’Italia Walter Pacifici ha provato a tardare il più possibile la seduta insieme agli altri partiti di centrodestra, parlando per più di mezz’ora.
La delibera revede che vengano messi in campo strumenti che possano prevenire il fenomeno dell’odio verso gli islamici. Il Municipio V di Roma abbraccia un quadrante della città che comprende quartieri come Tor Pignattara, Centocelle e Tor Sapienza con una popolazione musulmana (prevalentemente del Bangladesh), che si attesta intorno al 18 per cento. La mozione è vincolante e tutela l’esercizio di culto sul territorio.
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L’atto impegna le istituzioni locali a una completa mappatura di tutti gli spazi adibiti a moschee o sale di preghiera informali cercando in questo modi di avviare un percorso di regolarizzazione urbanistica e messa in sicurezza delle strutture superando, in questo modo, una clandestinità che dura da decenni.
L’articolo Cosa prevede la mozione contro l’islamofobia del Municipio V di Roma: libertà di culto, regolarizzazione luoghi di preghiera. Tensione in aula, volano schiaffi proviene da Blitz quotidiano.
