Crisi energetica, in Italia aumenta il rischio di mobility poverty

smog Europa, anidride carbonica

Nei giorni in cui la Commissione europea presenta il pacchetto “AccelerateEU”, Legambiente rilancia le sue proposte: riduzione della domanda di mobilità, promozione del trasporto pubblico su strada e ferroviario, sostegni alla mobilità ciclistica e alla micromobilità

Per reggere l’urto dell’ennesima crisi energetica causata dall’attacco militare di Stati Uniti e Israele contro l’Iran e dal prolungato blocco dello stretto di Hormuz, il 22 aprile la Commissione Europea ha presentato “AccelerateEU – Energy Union: Affordable and Secure Energy through Accelerated Action”, un quadro di misure reputate urgenti dalla Commissione Europea per rafforzare la sicurezza energetica dell’Ue. Il pacchetto di proposte si base su cinque pilastri operativi: rafforzare il coordinamento europeo e internazionale; supportare gli Stati membri per proteggere i consumatori e l’industria dalle continue fluttuazioni dei prezzi dell’energia; accelerare l’elettrificazione e la produzione domestica di energia pulita; potenziare le infrastrutture energetiche e la flessibilità del sistema; mobilitare capitale pubblico e privato per investire in tutte queste direzioni.

La capacità di reazione dell’Unione a questa crisi energetica si misurerà in buona parte sul fronte dei trasporti e della mobilità, settori tra quelli su cui gli effetti della crisi in Medio Oriente si sono fatti sentire di più. “La situazione non si prospetta come una criticità contingente, ma piuttosto come un ulteriore stress ad un sistema strutturalmente in crisi, con implicazioni e interdipendenze negative anche difficili da prevedere, in un contesto nazionale come il nostro dove l’80% delle persone e delle merci si muovono su gomma e il trasporto pubblico locale è in costante difficoltà, come sottolineato dal nostro ultimo rapporto Pendolariaspiega Legambiente.

L’associazione ambientalista sottolinea che dallo scoppio del conflitto in Iran i prezzi per la mobilità privata sono aumentati in modo esponenziale. Secondo alcune stime incrociate, rispetto a prima dello scoppio del nuovo conflitto si può arrivare a spendere il 7% in più per la benzina e addirittura il 26% in più per il diesel. Questi aumenti non fanno altro che concretizzare in aree sempre più vaste del nostro Paese lo spettro della mobility poverty, una condizione che riguarda sempre più italiani. Nel 2023, come segnalato dall’Osservatorio Stili di Mobilità di Legambiente e Ipsos, è risultato che tre italiani su dieci rinunciano ad opportunità di lavoro (28%), di studio (17%) o cure mediche (19%). E proprio in una fase in cui a causa dell’aumento del costo dei carburanti in cui si dovrebbe disincentivare l’uso dei mezzi privati a favore di quelli pubblici e in condivisione, il governo italiano sembra andare nella direzione opposta. Nella legge di Bilancio 2026, come segnalato sempre nel report Pendolaria di Legambiente, si sono sottratte risorse preziose al trasporto collettivo, mentre non è stata intaccata la dotazione economica di 15 miliardi di euro per il progetto del Ponte sullo Stretto.

Per Legambiente va invece nella giusta direzione il programma “AccelerateEU” avanzato dalla Commissione Europea, in cui c’è traccia di molte delle proposte portate avanti in questi anni dall’associazione. Tra queste, la riduzione della domanda di mobilità attraverso un maggiore ricorso allo smartworking, la riduzione dei limiti di velocità per auto e veicoli commerciali, la promozione del trasporto pubblico su strada e ferroviario con formule di abbonamento integrato ai servizi di sharing mobility e riduzione o azzeramento dei prezzi per categorie vulnerabili), il potenziamento della logistica e del trasporto ferroviario delle merci, sostegni alla mobilità ciclistica e alla micromobilità, con incentivi al bike sharing gratuito e all’acquisto di biciclette. Accanto a questi aspetti chiave resta centrale l’elettrificazione dei trasporti. In tal senso non servono solo ulteriori incentivi per promuovere la crescita delle vendite di veicoli elettrici ma anche aumentare in tutto il territorio dell’Unione le infrastrutture di ricarica.