Roma, 14 giu. (askanews) – “Accolgo con favore e ottimismo il preannunciato ‘ulteriore, attento approfondimento’ da parte dell’Aie, alla luce delle centrate osservazioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni sulla anacronistica richiesta di fare professione di fede antifascista per accedere a ‘Più libri più liberi’”. Lo dichiara il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
“I nostri diritti civili, la nostra libertà di espressione e la nostra sovranità popolare affidata alla centralità del Parlamento – sottolinea il ministro- sono già più che ben difesi dalla Carta costituzionale del 1948, sorta dalle macerie della guerra provocata da regimi liberticidi morti, sepolti e storicizzati.Ove questo non sembrasse sufficiente, la magistratura e le forze dell’ordine sono le ulteriori, naturali custodi della nostra sicurezza democratica”.
“Confido che le ragionevoli parole dell’Aie – conclude il ministro della Cultura- rappresentino l’inizio della fine d’un clamoroso equivoco suscettibile di brutali strumentalizzazioni. Il grande Giorgio Albertazzi, così come il comunista Palmiro Togliatti autore dell’Appello ai fratelli in camicia nera o il Togliatti Guardasigilli fautore della grande amnistia post bellica, oggi sorriderebbero benevoli all’idea di saperci più maturi d’ogni nostalgia priva di senso”.
