Festa della Repubblica, in bicicletta per difendere la Costituzione

Il 30 maggio appuntamento a Roma per un corteo organizzato da Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo con il sostegno della Cgil. A ottant’anni dalla proclamazione della Repubblica, una manifestazione per la pace, il lavoro, i diritti e l’ambiente

Il 30 maggio, in vista delle celebrazioni per gli ottant’anni della Repubblica italiana del 2 giugno, l’Italia pacifista e non violenta si dà appuntamento a Roma alle 9 per una pedalata da Piazza Vittorio a Porta San Paolo. Una manifestazione in bicicletta organizzata da Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo con il sostegno della Cgil, per festeggiare la Repubblica della pace, del lavoro, dei diritti e dell’ambiente.

Da Piazza Vittorio il corteo farà tappa all’ospedale San Giovanni per sottolineare che la salute non è un lusso ma un diritto. Da qui si proseguirà verso alla Torre dei Conti, dove nel novembre del 2025 crollò il monumento uccidendo un operaio. Poi sosta alla sede della Fao per dire basta al colonialismo, alle guerre, alle gravissime diseguaglianze che dividono i Paesi ricchi e i Paesi in via di sviluppo. Ultima tappa a Porta San Paolo dove si svolse la prima battaglia antifascista contro l’occupazione nazista della città.

A pedalare per festeggiare i primi ottant’anni della Repubblica italiana ci saranno attori e scrittori. Tra questi Ascanio Celestini, Giuseppe Cederma, Maria Lomurno, Lorenzo Gioielli. Insieme a loro la staffetta partigiana Luciana Romoli, dirigenti della Cgil, dell’Anpi, delle associazioni e organizzazioni sociali.

Il messaggio principale della staffetta è racchiuso nell’articolo 11 della nostra Costituzione: “L’Italia ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali”. “Difendere la Repubblica oggi significa promuoverne i valori e i principi fondamentali della nostra Carta Costituzionale e battersi contro ogni forma di nazionalismo, militarismo, razzismo che trovano linfa anche in alcuni componenti di questo governo – scrivono i promotori dell’iniziativa – Significa ribadire e rilanciare i valori della pace e della solidarietà internazionale, del lavoro e della giustizia sociale, della convivenza, del diritto d’asilo e dell’accoglienza, della protezione dell’ambiente e del diritto alla salute e all’istruzione. Nella Repubblica che vogliamo nessuno deve rimanere indietro e l’uguaglianza deve rimanere il nostro faro. Per lavorare a questi obiettivi, non serve fare sfoggio di blindati, mitragliatrici, uomini e donne in uniforme. Questa non è la festa delle Forze Armate, ma la festa della Repubblica. È la festa di chi ogni giorno – lavoratori, studenti, donne, pensionati, disoccupati – è interprete delle sofferenze e delle speranze della nostra comunità. Un paese che vuole vivere in pace: con meno carri armati, cacciabombardieri, marce militari e con più infermieri, dottori, insegnanti, assistenti sociali e lavoratori e lavoratrici con tutele e diritti”.