Giretto d’Italia, il 17 settembre torna il campionato italiano della mobilità sostenibile

Una pista ciclabile a Bologna

Nella Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, il 17 settembre torna il Giretto d’Italia di Legambiente, la sedicesima edizione del campionato urbano dedicato alla mobilità sostenibile. Basta un mezzo di mobilità dolce per attraversare dalle 7 alle 10 uno dei circa 120 check point attivi in tutta Italia

L’Italia non è ancora un Paese bike-friendly. Lo dimostra il dato sulla motorizzazione: 701 automobili ogni 1.000 abitanti, il livello più alto in Europa, nonostante oltre l’81% degli spostamenti avvenga entro i dieci chilometri. A pesare, secondo Legambiente, è soprattutto il predominio dell’auto privata, che copre circa il 70% degli spostamenti, favorito da politiche e infrastrutture ancora insufficienti nel promuovere alternative sostenibili. Il ritardo riguarda anche la rete ciclabile: l’Italia conta circa 21 mila chilometri di infrastrutture dedicate, pari a 360 metri ogni 1.000 abitanti, contro i circa 930 metri della Francia e i 2 chilometri della Germania. Una dotazione ancora limitata che, insieme alla carenza di spazi sicuri e alla percezione di insicurezza sulle strade, rende più difficile scegliere la bicicletta anche per gli spostamenti brevi.

Invertire questa tendenza e riportare le due ruote al centro della mobilità urbana è tra gli obiettivi del Giretto d’Italia di Legambiente, che anche quest’anno, con la XVI edizione, torna nelle città italiane durante la Settimana europea della mobilità sostenibile, con il sostegno di Euromobility e dott, principale operatore europeo di micromobilità in sharing, come partner tecnico.

Il 17 settembre, 30 tra comuni e aziende si sfideranno a colpi di pedale per conquistare la maglia rosa della ciclabilità urbana. Partecipare è semplice: basta andare a scuola o al lavoro utilizzando un mezzo di mobilità dolce – bicicletta, e-bike, monopattino elettrico, motorino elettrico – e attraversare uno dei circa 120 check point allestiti nelle città aderenti. I passaggi saranno registrati nella fascia oraria 7:00-10:00 del mattino e, al termine della sfida, a vincere sarà la città che avrà totalizzato il maggior numero di passaggi. Anche chi non possiede un mezzo proprio potrà partecipare utilizzando i veicoli in sharing dei diversi operatori disponibili, per esempio “dott” presente con monopattini e biciclette condivise a Roma, Milano, Torino, Padova, Genova e in molte altre città italiane. L’azienda, che conta oltre 200.000 veicoli in sharing in 400 città di 20 Paesi e 12 milioni di utenti, mette inoltre a disposizione il codice promozionale “EUROMOBILITYWEEK”, che durante queste giornate consente di ottenere uno sconto del 30% su cinque corse.

Investire nella bicicletta, quindi, non significa semplicemente costruire piste ciclabili

“In un contesto come quello italiano, potenziare la ciclabilità e la mobilità dolce, soprattutto nelle grandi aree urbane, dovrebbe essere un imperativo – sottolinea Giorgio Zampetti, direttore generale Legambiente – Non solo per contrastare lo smog, ma per rendere le città più vivibili, sicure e sostenibili, offrendo alternative concrete all’uso dell’auto privata. Eppure, negli ultimi anni abbiamo assistito a tagli significativi, per complessivi 94 milioni di euro, ai capitoli dedicati alla ciclabilità. I 500 milioni recentemente stanziati dal Governo rappresentano certamente un passo importante, ma non possono limitarsi a compensare quanto è stato tolto in precedenza. La mobilità dolce deve diventare una scelta strutturale delle politiche urbane, con investimenti continui in infrastrutture, sicurezza e intermodalità.

“La ciclabilità – aggiunge Roberto Scacchi, responsabile nazionale mobilità di Legambiente – non è soltanto una scelta ambientale, ma un investimento infrastrutturale capace di generare risparmi e ritorni economici concreti. Lo conferma la Banca Mondiale, che nel suo modello di analisi costi-benefici considera il potenziamento delle infrastrutture ciclabili un investimento strategico, al pari delle altre infrastrutture viarie. I benefici riguardano la riduzione delle emissioni, della congestione e dei tempi di viaggio, una maggiore sicurezza stradale e minori costi per la spesa pubblica. Investire nella bicicletta, quindi, non significa semplicemente costruire piste ciclabili: significa ridurre i costi della mobilità e liberare risorse, rendendo più efficiente e sostenibile il sistema nel suo complesso.”

Anche quest’anno il Giretto d’Italia coinvolge i comuni suddivisi in tre categorie in base alla popolazione: fino a 5.000 abitanti, tra 5.000 e 15.000 e oltre 15.000. La sfida si apre anche a chi lavora da remoto grazie al “Check point virtuale”: gli enti aderenti potranno coinvolgere i dipendenti in smart working, invitandoli a partecipare attraverso un breve sondaggio online dedicato agli spostamenti casa-lavoro. Per rendere l’iniziativa ancora più partecipata, le realtà coinvolte potranno inoltre mettere a disposizione incentivi e piccoli premi, dai biglietti agli ingressi omaggio, fino a bonus e colazioni offerte ai partecipanti.