Il viaggio della Global Sumud Flotilla verso Gaza

Global Sumud Flotilla

Centinaia di volontari provenienti da più di 44 Pesi proveranno a rompere l’assedio di Israele per portare aiuti umanitari alla popolazione stremata. Con loro, ancora una volta, anche l’attivista Greta Thunberg

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Sono ripartire le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla di Barcellona che lunedì 1 settembre erano state costrette a rientrare in porto a causa di una forte tempesta nel Mediterraneo. Inizialmente erano partite domenica 31 agosto coordinate con quattro imbarcazioni salpate dal porto di Genova. L’obiettivo è fermare l’assedio e il genocidio in corso a Gaza e aprire un corridoio umanitario stabile. Centinaia di attivisti – tra cui esponenti politici, operatori umanitari, medici, sacerdoti, marittimi, avvocati, personalità dello spettacolo – sono pronti a rompere il blocco navale imposto da Israele e portare cibo, acqua e medicinali alla popolazione della Striscia. L’iniziativa, che nelle prossime settimane vedrà la partecipazione anche di imbarcazioni provenienti dalla Sicilia, dalla Grecia e dalla Tunisia, coinvolge oltre 50 navi e centinaia di volontari da più di 44 Paesi.

“La domanda non è perché stiamo salpando. La questione riguarda la Palestina”. Lo ha detto Greta Thunberg in partenza per la seconda volta con la Global Sumud Flotilla, dopo che lo scorso giugno, era stata bloccata e arrestata dal governo israeliano a bordo di una nave umanitaria. “La questione riguarda come le persone vengono deliberatamente private dei mezzi di sussistenza più elementari e come il mondo possa tacere – continua l’attivista svedese – Vogliono cancellare la nazione palestinese, vogliono impossessarsi della Striscia di Gaza. Se questo non spinge la gente ad alzarsi dal divano e ad agire, a riempire le strade, a organizzarsi, allora non so cosa lo farà“, ha aggiunto Greta.

La partenza è stata accompagnata da numerose iniziative, manifestazioni e messaggi di sostegno da parte della popolazione civile. L’arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, ha definito l’iniziativa “benedetta da Dio”, elogiandola come gesto di aiuto concreto, profezia e protesta contro l’ingiustizia. Ma la risposta più forte è arrivata dai portuali di Genova: “Se anche solo per 20 minuti perdiamo il contatto con le nostre barche, con le nostre compagne e i nostri compagni, noi blocchiamo tutta l’Europa. Insieme al nostro sindacato Usb, insieme a tutti i lavoratori portuali, insieme a tutta la città di Genova”.

La risposta israeliana

La partenza della Sumud Flotilla ha suscitato l’immediata reazione del governo israeliano. Il ministro della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha annunciato un piano per fermare le navi e arrestare gli attivisti: i partecipanti saranno trattenuti in detenzione prolungata nelle prigioni di Ketziot e Damon, in condizioni tipicamente riservate ai prigionieri di sicurezza, senza accesso a tv, radio o cibo specifico. Inoltre, il ministro ha suggerito che tutte le navi saranno confiscate e riutilizzate per le forze dell’ordine israeliane.

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