La denuncia arriva da Oxfam che ha analizzato la correlazione tra crisi idrica e aumento della fame. Ma anche l’Unicef lancia un allarme: ogni giorno più di mille bambini muoiono a causa di malattie legate ad acqua e servizi igienici inadeguati
“La situazione in questi paesi è sempre più drammatica – spiega Francesco Petrelli, portavoce e policy advisor sulla sicurezza alimentare di Oxfam Italia – Basti pensare che negli ultimi 5 anni il numero di persone colpite da malnutrizione acuta è cresciuto dell’80%, passando da quasi 31 milioni nel 2019 a oltre 55 milioni nel 2024. Si tratta di due abitanti su dieci. Un’emergenza causata da una crisi climatica ormai fuori controllo. L’impatto de La Niña entro la fine di questo mese, ad esempio, potrebbe portare inondazioni in alcune zone dell’Africa meridionale e del Sudan e siccità nell’Africa orientale, minacciando ulteriormente la disponibilità di cibo. Non ci possiamo poi dimenticare che, tra il 2000 e il 2022, le alluvioni improvvise sono diventate 20 volte più frequenti e la durata della siccità è aumentata del 29%”
I dati
- Negli otto paesi presi in esame, il 91% dei piccoli agricoltori dipende quasi interamente dall’acqua piovana per bere e coltivare;
- in Etiopia, l’insicurezza alimentare è aumentata del 175% negli ultimi cinque anni, con 22 milioni di persone che non sanno come e dove trovare acqua e cibo per sopravvivere;
- in Kenya, tra il 1980 e il 2020, oltre 136.000 chilometri quadrati di terreno sono diventati più aridi, decimando colture e bestiame;
- in Somalia, la mancanza di precipitazioni stagionali sta riducendo alla fame estrema un altro milione di persone, portando il totale a 4,4 milioni di persone, ossia il 24% della popolazione.
I governi africani ricevono meno della metà dei 50 miliardi di investimenti necessari per garantire l’accesso all’acqua a milioni di persone. “L’Africa ha bisogno di giustizia climatica e i paesi ricchi che inquinano di più devono pagare la loro parte – conclude Petrelli – L’Africa subsahariana, per esempio, riceve solo il 3–4% dei finanziamenti globali per il clima, nonostante sia fortemente colpita dal caos climatico. Allo stesso tempo i governi africani devono raddoppiare gli investimenti nelle infrastrutture idriche e nella protezione sociale per gestire efficacemente le loro risorse naturali e aiutare le comunità più vulnerabili a far fronte agli shock climatici”.
Il 9 marzo Oxfam Italia ha lanciato la campagna di raccolta fondi “Dona acqua, salva una vita” per sostenere le comunità colpite dalla crisi idrica.
L’allarme dell’Unicef: più di mille bambini muoiono ogni giorno a causa di malattie legate all’acqua
- Due terzi della popolazione mondiale (4 miliardi di persone), hanno una grave carenza d’acqua per almeno un mese all’anno;
- entro il 2030, circa 700 milioni di persone potrebbero essere sfollate a causa di un’intensa carenza idrica;
- entro il 2040, circa 1 bambino su 4 in tutto il mondo vivrà in aree con uno stress idrico estremamente elevato.
L’Unicef ogni anno fornisce accesso all’acqua potabile a oltre 35 milioni di persone e guida il coordinamento degli interventi per l’acqua e l’igiene in circa l’85% dei paesi colpiti da emergenze. Nel 2023 sono stati installati 2.789 sistemi idrici alimentati a energia solare in 56 Paesi, portando il numero totale di sistemi installati dal 2019 a oltre 8.900, riducendo l’uso di combustibili fossili e i costi, e permettendo che l’acqua raggiunga milioni di persone in comunità remote e vulnerabili per il contesto climatico.
Leggi anche: Acqua, tra il 2000 e il 2023 i conflitti per le risorse idriche sono stati 1.385
