La riforma elettorale è legge, la maggioranza tiene sul voto segreto. Conte e Schlein all’attacco: “Vi manderemo a casa”

La Camera ha approvato la riforma della legge elettorale con 227 voti favorevoli e 164 contrari. La maggioranza ha retto anche sul voto segreto, consentendo al provvedimento di superare il terzo passaggio parlamentare dopo le modifiche introdotte dal Senato. Il testo prevede il ritorno delle preferenze, affiancate ai capilista bloccati, dopo che a luglio l’emendamento che introduceva le preferenze era stato bocciato dall’Aula di Montecitorio, e innalza inoltre il numero delle firme richieste ai partiti non presenti in Parlamento per poter partecipare alle elezioni.

Il dibattito in Aula

Il voto finale è stato preceduto da un duro confronto tra maggioranza e opposizioni. Giuseppe Conte ha accusato il governo di avere una “persistente nostalgia del ventennio” e ha contestato l’indicazione del premier prevista dalla riforma. “Non potendo realizzare questo disegno avete fatto questa indicazione”, ha detto il leader del Movimento 5 Stelle, assicurando che il suo movimento continuerà a contrastare ogni deriva autoritaria.

“Noi le autocrazie le combatteremo sempre con nuove forme di integrità morale ed etica pubblica, più trasparenza”, ha affermato, ricordando anche lo scontro del 2019 “con chi invocava pieni poteri”. Conte ha quindi attaccato direttamente Meloni: “Lo faremo anche con te sola al comando dopo aver distrutto i tuoi alleati ma qui c’è una opposizione che ti manderà a casa”. E ancora: “Giorgia Meloni con la sua faccia tosta non ci stupisce quasi più”. “Manca solo indicare che il premio di maggioranza va a una premier con gli occhi chiari”, ha aggiunto.

Durissima anche Elly Schlein. “Meloni a pochi mesi dal voto cambia le regole del gioco e lo fa a colpi di fiducia”, ha accusato la segretaria del Partito Democratico, ricordando come la premier avesse sostenuto in passato che la legge elettorale fosse una questione “squisitamente parlamentare”. Per Schlein la maggioranza “ha paura di perdere” e “la novità siamo noi, un’area progressista unita e competitiva”. La leader dem ha definito la riforma “sbagliata e anticostituzionale”, assicurando però: “Noi saremo in grado di vincere con qualunque legge elettorale”. Poi l’attacco alle priorità del governo: “Mettete testa fuori da questi palazzi”, ha detto, citando gli sfollati dei Campi Flegrei, gli agricoltori calabresi, il caro energia, i sei milioni di italiani che rinunciano alle cure e il costo dei carburanti. “E voi vi occupate solo di voi, indifferenti ai problemi degli italiani”, ha concluso, parlando anche di “cinque colonnelli in ultima fila per controllare”.

Angelo Bonelli di Alleanza Verdie  Sinistra ha definito la riforma “assolutamente incostituzionale”. “Parlate di dare potere ai cittadini, io dico a chi ci segue: ve lo stanno togliendo”, ha affermato, accusando la maggioranza di imporre la legge “in maniera autoritaria” per paura di perdere. Secondo Bonelli, inoltre, in caso di pareggio elettorale o di una modifica della legge da parte della Consulta, Meloni potrebbe arrivare a un accordo con Vannacci.

Di segno opposto – ovviamente – gli interventi della maggioranza. Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia ha parlato di una legge destinata ad aprire la “Terza Repubblica”, con “una democrazia senza paralisi”, l’alternanza e una maggiore attenzione ai territori. Stefano Benigni, di Forza Italia, ha sottolineato invece l’obiettivo di garantire “stabilità, governabilità e rappresentanza”, con “un sano ritorno al bipolarismo, in cui chi vince governa e chi perde va all’opposizione”. “Basta con i giochi di palazzo, basta con gli ‘inciuci’”, ha detto, sostenendo che gli elettori potranno scegliere il programma, il candidato presidente del Consiglio e i parlamentari attraverso le preferenze.

Le parole della premier dopo l’approvazione

“Con l’approvazione definitiva della nuova legge elettorale – dice la premier Giorgia Meloni – quando gli italiani torneranno a votare potranno scegliere tutto: il partito, la coalizione, il programma, il candidato premier e – di nuovo – il proprio parlamentare. Il centrodestra reintroduce il voto di preferenza, che mancava da oltre trent’anni, restituendo ai cittadini il potere di scegliere direttamente chi li rappresenta”.

“Governi stabili e maggiore partecipazione – conclude – significano più continuità, più responsabilità e più capacità di dare risposte concrete agli italiani”.

L’ultimo sondaggio

Sulla legge elettorale intanto pesa intanto anche il quadro dei sondaggi. Secondo YouTrend per Sky TG24, FdI sale al 27%, mentre il Pd scende al 20,4% e il M5S arriva al 13,5%. Ma a spavantare il governo è soprattutto Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, arrivato al 7,8%. Seguono Forza Italia al 7,4% e la Lega al 4,8%. Il blocco di governo raggiunge il 40,2%, che salirebbe al 48% con Futuro Nazionale.

Pd, M5S e Avs si fermano invece al 39,7%, quota che arriva al 43,7% includendo Italia Viva e +Europa. Resta molto elevata l’area degli astenuti e indecisi, al 35,1%.

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