Mafia, “Scarpinato eroe, Santanchè ci minaccia”: nuovo scontro M5S-FdI

Roma, 7 ott. (askanews) – Una lettera indirizzata a Ignazio La Russa, presidente del Senato, per chiedere provvedimenti contro la senatrice Daniela Santanchè (FdI), ex ministra del Turismo: è l’ultimo strascico dello scontro violentissimo in corso fra il Movimento 5 stelle e Fratelli d’Italia sui temi delle inchieste di mafia e del ruolo in commissione parlamentare Antimafia dei rispettivi rappresentanti. Dal gruppo M5S spiegano che la richiesta formale del gruppo M5S al presidente La Russa è in corso di elaborazione ma ad anticiparla ci ha pensato il presidente dei senatori stellati, Luca Pirondini, in una dichiarazione alle telecamere e ai cronisti resa più solenne dalla presenza contestuale di buona parte dei suoi colleghi di gruppo: “Siamo qua oggi per denunciare un fatto molto grave, ovvero che dopo un nostro intervento nel quale abbiamo detto che la senatrice Santanchè (di FdI, ndr) è indagata per truffa all’Inps, la senatrice Santanchè è partita dal suo scranno, è venuta in mezzo ai nostri scranni per minacciarci, dicendoci ‘dovete stare attenti, dovete stare molto attenti’”. A La Russa i 5 stelle chiedono di “tutelare le istituzioni e non i compagni di partito. Di prendere i provvedimenti che sono previsti dal regolamento del Senato”. Ad innescare la miccia in aula un infuocato intervento dello stesso Pirondini, che definisce “eroe dell’antimafia” Roberto Scarpinato, ex magistrato oggi senatore M5S, nel mirino di FdI e della Procura di Caltanissetta per i suoi rapporti con l’ex collega Gioacchino Natoli.

“Fratelli d’Italia, il partito di Daniela Santanchè indagata per truffa all’Inps, di Augusta Montaruli condannata per peculato, di Andrea Delmastro, che come sapete non ha bisogno di presentazioni perché è già noto per tutto quello che ha combinato, ci chiede – tuona dai banchi del Movimento – di sostituire Roberto Scarpinato e nelle ore successive ce l’hanno chiesto anche altri soggetti di Fratelli d’Italia: ce l’ha chiesto Chiara Colosimo, la presidente della commissione parlamentare antimafia, la quale per chi non lo sapesse è molto amica di Luigi Ciavardini, terrorista nero condannato per la strage di Bologna in cui ci sono stati 85 morti e 200 feriti”.

L’intervento non manca di suscitare le reazioni della maggioranza. Gianluca Cantalamessa della Lega cita le intercettazioni delle telefonate fra Scarpinato e Natoli, finite per vie mai chiarite sui giornali, dicendo di Scarpinato che “sporca e infanga tutta la Commissione antimafia”. Per Raoul Russo di FdI il tema mette in luce “l’ipocrisia di chi vuole continuare a difendere un parlamentare – non un magistrato, un parlamentare, che quindi ha la responsabilità di un parlamentare – che è stato dichiarato, in un atto giudiziario, depistante, ossia uno che ha volutamente lavorato nella commissione in cui dovrebbe essere una persona di garanzia, per depistare delle indagini”. Sulla stessa lunghezza d’onda, ispirata alle formulazioni dei magistrati nisseni, il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri: “Noi – dice – a volte abbiamo criticato i magistrati, mi pare strano che voi che avete una teologia della magistratura, quando dicono cose che non vi fanno comodo, dite che sono dei bugiardi”.

Per Walter Verini del Pd “non esiste che qualcuno, qualche gruppo o qualche parlamentare possa cacciare da una commissione bicamerale un altro parlamentare: è una cosa incostituzionale”, e in ogni caso “si può sbagliare, chiunque di noi può sbagliare o fare cose non opportune, ma pretendere di cacciare dalla Commissione parlamentare antimafia due persone che si chiamano Cafiero De Raho e Roberto Scarpinato, questa è una cosa che non esiste, perché questi hanno speso la vita contro le mafie”. Peppe De Cristofaro di AVS esprime “totale solidarietà” a Scarpinato e aggiunge: “Che la maggioranza di Governo attacchi il senatore Scarpinato” ma “al tempo stesso, faccia scudo su quello che ha combinato in questi anni Andrea Delmastro sulle bisteccherie, sugli affari, sulle cose che faceva a Roma, a 700 chilometri da casa, davvero la dice lunga su dove è precipitato il dibattito pubblico di questo Paese”.

Nel frattempo Scarpinato annuncia una querela, dopo la pubblicazione di un video che lo riguarda sul profilo social dell’ex sottosegretario Andrea Delmastro: “Anzichè dire fesserie e calunnie su di me farebbe bene – scrive l’ex magistrato – a dire al suo partito di tirare fuori dalla cassaforte le sue chat con il prestanome di un clan mafioso e consegnarle alla magistratura di Milano che le chiede da mesi”.

Confronto non meno “caldo” alla Camera, dove il capogruppo M5S Riccardo Ricciardi replica così alle accuse contro Scarpinato rievocando le grandi stragi dell’era repubblicana: “Vediamo chi ha depistato in questo paese a partire da Portella della Ginestra alla strage di Capaci, la strage di Bologna, l’omicidio di Piersanti Mattarella, piazza della Loggia. Sapete perchè volete depistare e coprire le tracce di quelle stragi? Perché tutte quella stragi portano a casa vostra”. “Se il Movimento 5 stelle – è la replica del capogruppo di Fdi a Montecitorio, Galeazzo Bignami – vuole essere, come si dimostra essere, strumento in mano a persone che vogliono depistare le indagini per l’attentato e la morte di Paolo Borsellino faccia pure ma la Camera dei Deputati, il Senato della Repubblica, le nostre istituzioni non possono permettersi di essere uno strumento in mano alla malavita organizzata”.

[Il capogruppo stellato Pirondini preannuncia richiesta di “provvedimenti” contro l’ex ministra|PN_20261007_00101|in02|https://askanews.it/wp-content/uploads/2026/10/20261007_175336_DCE3F8BC.jpg|07/10/2026 17:53:47|Mafia, “Scarpinato eroe, Santanchè ci minaccia”: nuovo scontro M5S-FdI|Mafia|Politica]