“Stop alla gogna mediatica e alle strumentalizzazioni, la campagna d’odio sui social non rende giustizia alla vittima ma ne crea di nuove”. A lanciare l’appello è l’avvocata Giovanna Cacciapuoti, legale della moglie dell’uomo reo confesso di un abuso sessuale ai danni di un minorenne, consumato nel suo negozio in provincia di Napoli.
La denuncia della avvocatessa
La donna con le sue due figlie minorenni, da quel giorno, spiega Cacciapuoti, sono diventate un bersaglio soprattutto sui social.

“Madre e figlie minorenni – sottolinea l’avvocato Cacciapuoti – sono da giorni oggetto di una violenta aggressione verbale: insulti, minacce, falsità e insinuazioni diffuse a getto continuo sulle principali piattaforme social. Una gogna mediatica che ha ormai travalicato il perimetro del dibattito pubblico per trasformarsi in un collettivo linciaggio digitale contro persone incolpevoli”.
Si tratta di persone che, ricorda l’avvocato, “hanno immediatamente e pubblicamente preso le distanze dai fatti, esprimendo solidarietà al bambino coinvolto e alla sua famiglia e che oggi ne ribadiscono, anche attraverso questo comunicato, la propria ferma condanna.
Eppure la macchina del fango non si è fermata. Anzi, ha trovato sponda in qualche oppositore politico che non ha esitato a strumentalizzare la vicenda. Un’operazione che nulla ha a che fare con la giustizia, ma molto con lo sciacallaggio”.
“Quanto sta accadendo – tiene a precisare la professionista – ha conseguenze devastanti: sono state travolte la reputazione, la serenità e la sicurezza di una madre e di due minori, la cui stessa incolumità è oggi a rischio. Non è opinione, non è critica, non è cronaca: è violenza”.
Per questo, l’avvocato chiede “l’immediata cessazione di questa campagna d’odio. Perché non rende giustizia alla vittima ma ne crea di nuove. Perché è una forma di inciviltà che non ha nulla a che vedere con la solidarietà né con la verità. Perché dietro gli schermi ci sono persone reali e, in particolare, due ragazze minorenni che non hanno alcuna colpa se non quella di esistere”, conclude la professionista.
L’articolo Pedofilo reo confesso, i social processano anche la moglie e le figlie. L’appello: stop alla gogna mediatica proviene da Blitz quotidiano.
