Un audio inquietante, segnato da voci concitate e colpi di pistola, potrebbe rappresentare una svolta nelle indagini sull’omicidio di Annibale “Dino” Carta, il personal trainer di 42 anni ucciso a Foggia. L’uomo è stato raggiunto da quattro colpi esplosi a distanza ravvicinata la sera di lunedì in via Caracciolo.
La registrazione, captata da una telecamera di sorveglianza in una via vicina al luogo dell’agguato, è stata resa pubblica durante la trasmissione televisiva “Ore 14”. Nell’audio si percepirebbe un acceso confronto tra la vittima e il suo presunto assassino, con frasi che sembrano raccontare gli ultimi drammatici momenti.
Tra le parole udite ci sarebbero suppliche e minacce, fino all’incredulità della vittima di fronte a ciò che stava accadendo. Subito dopo si sentono quattro spari e una voce che si affievolisce. Elementi che, se confermati, farebbero pensare a un contrasto diretto tra persone che si conoscevano, forse nato per motivi banali ma degenerato in tragedia.
Omicidio Annibale Carta, l’audio inquietante e gli ultimi istanti di vita
Nonostante l’impatto dell’audio, gli investigatori invitano alla prudenza. Il procuratore capo Enrico Infante ha sottolineato la necessità di effettuare una consulenza fonica per verificare l’identità delle voci e accertare la reale attendibilità della registrazione.
Anche il suocero della vittima, Antonio Traisci, ha espresso dubbi sul fatto che la voce registrata sia effettivamente quella di Carta. Un elemento che complica ulteriormente il quadro investigativo, rendendo indispensabili riscontri tecnici prima di trarre conclusioni. Gli inquirenti stanno quindi analizzando ogni dettaglio, incrociando audio, testimonianze e immagini per ricostruire con precisione quanto accaduto nei minuti precedenti all’omicidio.

Il video del ciclista incappucciato
Parallelamente all’audio, un altro elemento chiave è rappresentato da un video trasmesso dal Tg1, in cui si vede un uomo con il volto coperto da un cappuccio transitare in bicicletta proprio in via Caracciolo, pochi istanti prima degli spari.
Le immagini mostrano il ciclista allontanarsi dall’inquadratura, mentre in sottofondo si sentono i colpi di pistola. L’orario coincide con quello registrato dall’audio: un dettaglio che ha attirato l’attenzione degli investigatori. Il fatto che l’uomo avesse il volto nascosto rafforza i sospetti su un possibile coinvolgimento, anche se al momento si tratta solo di un’ipotesi da verificare con attenzione.
Le piste investigative e il giallo ancora aperto
Gli inquirenti stanno lavorando su più fronti, cercando di capire se dietro l’omicidio si nasconda un movente personale o qualcosa di più complesso. Tra le ipotesi al vaglio ci sono contrasti privati, vecchie tensioni o collegamenti con episodi avvenuti in passato nella stessa zona.
In particolare, viene analizzato anche un precedente avvenuto nel 2023, quando un giovane perse la vita cadendo da un edificio in costruzione proprio in via Caracciolo. Un episodio che potrebbe avere legami indiretti con quanto accaduto.
La sensazione è che il cerchio si stia lentamente stringendo, soprattutto attorno alla figura del ciclista incappucciato. Tuttavia, gli investigatori mantengono il massimo riserbo: il caso resta complesso e ogni elemento dovrà essere verificato con rigore prima di arrivare a una verità definitiva.
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