Centinaia di persone in piazza per manifestare solidarietà agli attivisti della Global Sumud Flotilla fermati la scorsa notte in acque internazionali
Durante la notte tra il 29 e 30 aprile le imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, partite dalle coste siciliane domenica 26 aprile e dirette a Gaza con aiuti umanitari, sono state intercettate e fermate dalle forze militari israeliane in acque internazionali. La flotta si trovava a poche decine di migliaia dalla Grecia e oltre 900 chilometri da Gaza. Gli attivisti del movimento fanno sapere che le forze militari hanno sequestrato circa 179 civili e distrutto motori e sistemi di navigazione, lasciando 22 imbarcazioni e oltre 180 civili non ancora rintracciati, senza mezzi in presenza di una violenta tempesta in avvicinamento.
“Secondo il diritto internazionale questo ha un nome preciso: pirateria – dichiarano gli esponenti del movimento – Le imbarcazioni battevano bandiera di Polonia, Italia, Spagna, Slovenia e Francia e questo implica una responsabilità diretta degli Stati coinvolti, che devono garantire la sicurezza delle persone a bordo e attivarsi immediatamente”.

A bordo delle 21 imbarcazioni sequestrate dalle forze militari, di cui almeno 7 battenti bandiera italiana, viaggiavano 23 italiani: “L’azione dell’esercito israeliano configura una serie di ipotesi di reato, previste dalla legislazione italiana, ai danni di cittadine e cittadini italiani o imbarcati su natanti battenti bandiera italiana – si legge in una nota del movimento italiano – Tra le quali tentato omicidio, tentato naufragio, il danneggiamento seguito da pericolo di naufragio, il sequestro di persona e la violazione delle norme previste dalle convenzioni internazionali sulla navigazione ratificate dall’Italia. Il trasferimento illegale in Israele e la detenzione nelle carceri israeliane espongono, inoltre, le e gli attivisti al rischio di tortura e trattamenti inumani e degradanti”.
Da Palazzo Chigi ferma condanna per il sequestro delle imbarcazioni e la richiesta immediata al governo d’Israele per la liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati: “Nel pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo” si legge in una nota.
Intanto questo pomeriggio centinaia di persone sono scese in piazza da nord a sud per manifestare solidarietà agli attivisti della Global Sumud Flotilla, Gaze e i territori della Palestina occupati.
È possibile seguire gli sviluppi sui canali social della flotilla e su globalsumudflotilla.org
