Clima, l’Ue potrebbe dare più flessibilità sugli obiettivi al 2040

parlamento europeo

Rimane l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di gas serra per clima, ma possibile inclusione di meccanismi di compensazione internazionale del carbonio o riconoscimento di rimozione “naturale” di CO2

La Commissione Ue dovrebbe presentare a giugno, dopo vari rinvii, la proposta legislativa sul target climatico al 2040. Rimane fissato l’obiettivo di ridurre del 90% le emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, ma Bruxelles potrebbe offrire ai governi una serie di opzioni di flessibilità. Sarebbe al voglio l’ipotesi dell’inclusione di meccanismi di compensazione internazionale del carbonio – ispirati all’articolo 6 dell’accordo di Parigi – che permettono ai Paesi di collaborare volontariamente per raggiungere i propri obiettivi climatici. Tra le opzioni, anche il riconoscimento delle rimozioni ‘naturali’ di CO2 ottenute grazie all’assorbimento da parte di suolo, agricoltura e foreste. Con queste misure, la Commissione europea vorrebbe superare le resistenze emerse sia tra alcuni Stati membri che all’interno del Parlamento europeo, in particolare dal Partito popolare europeo (Ppe), che nei mesi scorsi hanno giudicato il target climatico troppo ambizioso. L’Italia è tra i Paesi che ha chiesto a Bruxelles di valutare un target all’80 o all’85%, considerandolo “in linea” con l’obiettivo di neutralità climatica entro metà secolo. A sostegno del target più alto, il Consiglio scientifico dell’Ue sui cambiamenti climatici ha raccomandato una riduzione delle emissioni del 90% entro il 2040, rispetto ai livelli del 1990.

Tra le possibilità anche le specifiche sui modi in cui l’agricoltura potrà contribuire al target 2040, pur tenendo conto delle specificità del settore, sotto forte pressione a causa di tensioni geopolitiche e incertezze sul prossimo bilancio dell’Ue. Contro l’ipotesi di accorpare i sussidi agricoli della Pac nel prossimo bilancio Ue a lungo termine, il ministro Francesco Lollobrigida ha raccolto in un documento congiunto trasmesso a Bruxelles l’adesione di 15 capitali unite dalla richiesta di mantenere una linea di bilancio dedicata alla Pac nel prossimo budget Ue 2028-2034 (preoccupate che si arrivi a una frammentazione delle politiche comunitarie). L’Italia con altri dieci Paesi Ue ha anche richiesto una modifica del regolamento contro la deforestazione, la cui entrata in vigore è già stata posticipata alla fine del 2025.