Lo rivelano i dati dell’Istituto per l’Amazzonia Imazon. Diminuito del 93% anche il degrado forestale provocato da incendi e disboscamento selettivo. Per il ministro dell’Ambiente Capobianco i dati del 2026 sulla deforestazione “Sono sorprendenti”
La deforestazione nell’Amazzonia brasiliana è diminuita del 31% nei primi dieci mesi dell’attuale ciclo di monitoraggio forestale. Lo riferisce l’Istituto dell’uomo e dell’ambiente dell’Amazzonia (Imazon), secondo cui tra agosto 2025 e maggio 2026 sono andati distrutti 1.949 chilometri quadrati di foresta, contro i 2.825 chilometri quadrati registrati nello stesso periodo del ciclo precedente. Il sistema di monitoraggio adottato da Imazon utilizza un calendario che va da agosto a luglio dell’anno successivo, per tenere conto delle condizioni climatiche della regione amazzonica.
In forte calo anche il degrado forestale causato da incendi e attività di disboscamento selettivo. Tra agosto 2025 e maggio 2026 sono stati interessati 2.376 chilometri quadrati di foresta, il 93% in meno rispetto ai 34.520 chilometri quadrati registrati nello stesso periodo dell’anno precedente. Secondo Imazon, il mantenimento delle attività di controllo e contrasto sarà decisivo per consolidare la tendenza al ribasso ed evitare una nuova crescita della distruzione forestale durante la stagione secca, tradizionalmente la più critica per l’Amazzonia. Nonostante il miglioramento, l’area disboscata negli ultimi dieci mesi resta superiore all’estensione del comune di San Paolo.
Questi dati aggiornano quanto rivelato il 12 giugno dal ministro dell’Ambiente, Joao Paulo Capobianco, che sottolineava come “i numeri di quest’anno confermino i progressi del Brasile nella lotta alla deforestazione”. Secondo i dati divulgati dal sistema Deter infatti, la deforestazione sarebbe crollata del 61% in un anno raggiungendo il minimo storico. A maggio la riduzione sarebbe stata del 12,2% rispetto allo stesso mese del 2025, mentre nel periodo compreso tra agosto 2025 e maggio 2026 il calo si è attestato all’8,2%. Capobianco aveva definito il risultato “sorprendente”, sottolineando che normalmente durante la stagione secca si registra un aumento delle aree disboscate.
