In un documento congiunto i quattro Paesi chiedono a Ue di destinare un finanziamento specifico per il programma Life per l’ambiente, in continuità con quanto accade dal 1992. In strumenti finanziari più ampi “perderebbe efficacia e visibilità”
“Il futuro del programma Life va oltre la dimensione strettamente di bilancio e riguarda la coerenza tra l’ambizione ambientale dell’Unione e gli strumenti destinati a realizzarla”. È quanto si legge in un documento preparato da Austria, Italia, Lussemburgo e Spagna in vista della riunione del Consiglio Ambiente dell’Ue, attesa per il 25 giugno, dedicato ai risultati dei 34 anni di attuazione del programma europeo per ambiente e clima e alle prospettive future.
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Nel documento i quattro Paesi ricordano che Life, attivo dal 1992, ha cofinanziato oltre 6.000 progetti e mobilitato più di 12 miliardi di euro, sottolineando che il programma rappresenta “l’unico strumento finanziario dell’Ue dedicato esclusivamente all’ambiente e all’azione climatica” e che il suo “valore aggiunto è chiaro”.
Austria, Italia, Lussemburgo e Spagna mettono inoltre in guardia dal rischio che l’eventuale integrazione di Life in strumenti finanziari più ampi nel prossimo bilancio pluriennale 2028-2034 possa tradursi in una “perdita di visibilità”, di “finanziamenti specifici” e della “capacità di attuazione efficace sul territorio”, con il rischio di “subordinare gli obiettivi ambientali ad altre priorità”. Per questo i quattro Paesi sollecitano una discussione su come “garantire la continuità del programma Life” nel futuro quadro finanziario dell’Unione e rafforzarne l’efficacia nell’attuazione delle politiche ambientali europee.
I quattro Paesi sottolineano inoltre la necessità di tutelare gli investimenti per biodiversità e ripristino della natura, osservando che le “allocazioni inizialmente previste” nel prossimo bilancio pluriennale dell’Ue risultano “inferiori a quelle attualmente in vigore”.
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