Cinema in Verde, vince “La Reserva” di Pablo Pérez Lombardini

Cinema in verde 2025 all'Orto Botanico di Roma. Una proiezione all'aperto

Cinema in Verde ha fatto poker e chiude a Roma la quarta edizione continuando con successo la sua riflessione sul cinema internazionale ambientale e sociale. Il Ginkgo d’Oro 2026 va al film “La Reserva”, racconto di una gardaboschi che in Messico si oppone ai taglialegna illegali

I sei film selezionati per la quarta edizione della rassegna Cinema in Verde, tutti inediti in Italia, hanno raccontato storie che attraversano alcuni dei grandi temi che caratterizzano questa nostra epoca, così ricca di complessità e contrasti: il rapporto con la tecnologia, la difesa dei territori, lo sfruttamento delle risorse naturali, le migrazioni, le comunità indigene e il legame tra esseri umani e natura. I film in concorso hanno indagato, così, circa gli impatti della crisi ambientale e climatica sulla società, sulle disuguaglianze e sui conflitti che genera ma anche su come possa trasformarsi in presa di coscienza individuale e poi in azione collettiva. Accade questo anche nel film messicano vincitore del Ginkgo d’Oro 2026, “La Reserva” con la regia Pablo Pérez Lombardini.

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L’opera è ambientata in Chapas dove Julia, la protagonista, una semplice guardaboschi è impegnata a contrastare i taglialegna illegali che stanno devastando la foresta. È una battaglia impari perché la vicina comunità di Monte Virgen, impegnata nella lotta per la sopravvivenza, concentrata sulla raccolta del caffè, è sempre più timorosa a esporsi. Julia, pur essendo da sola, non accetta la distruzione progressiva della foresta e continua a cercare alleati anche quando la difesa del territorio diventa progressivamente più pericolosa.

“La Reserva”, senza retorica e con la forza di una fotografia in bianco e nero, rivela il prezzo reale della tutela ambientale nei territori dove sfruttamento e illegalità finiscono per intrecciarsi. “La protagonista – si legge nelle motivazioni della giuria, presieduta da Matteo Rovere – incarna un messaggio di coraggio, responsabilità, amore per la terra, nella direzione di un’economia che sia amica della natura… Il ritmo è riflessivo, stilisticamente essenziale, coerente con una storia che decide di non fare sconti”.

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