I vini biologici e biodinamici premiati alla rassegna 2026 di Legambiente

immagine di vino rosato

Circa 300 i vini provenienti da 18 regioni italiane che hanno partecipato alla manifestazione organizzata dall’associazione ambientalista. Tra i riconoscimenti assegnati quelli alle produzioni che valorizzano vitigni autoctoni e varietà rare e le targhe dedicate alla responsabilità sociale, alla sostenibilità e all’agricoltura eroica

La XXXIV Rassegna Degustazione nazionale dei vini biologici e biodinamici di Legambiente ha confermato che il bio è uno dei laboratori più avanzati della transizione ecologica in agricoltura. A dimostrarlo sono stati i circa 300 vini, provenienti da 18 regioni italiane, e le 50 etichette selezionati per la manifestazione organizzata dall’associazione ambientalista in collaborazione con il corso di laurea in viticoltura ed enologia del dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Agro-ambientali dell’Università di Pisa e La Nuova Ecologia.

La presentazione dei vini selezionati, avvenuta in occasione di una cena-evento tenutasi a Rispescia, nella location in cui ogni anno va in scena Festambiente, il festival nazionale di Legambiente, è stata preceduta dal convegno “Dalla terra una risposta alla crisi climatica: il ruolo di agroecologia e biologico” moderato dal direttore de La Nuova Ecologia Francesco Loiacono e introdotto da Angelo Gentili, responsabile agricoltura di Legambiente. L’incontro ha visto la partecipazione, tra gli altri, di Giuseppe Ferroni, presidente della Commissione della Rassegna, della senatrice Simona Petrucci, del deputato Marco Simiani, dell’assessore al turismo della Regione Toscana Leonardo Marras, del presidente della Provincia di Grosseto Francesco Limatola, dell’assessore all’agricoltura della Regione Calabria Gianluca Gallo, del presidente nazionale di Uncem Marco Bussone, della presidente di FederBio Maria Grazia Mammuccini, del presidente di Santa Chiara Lab Angelo Riccaboni, del presidente di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza e di Maurizio Sonno di Banca Tema. Spazio anche alle buone pratiche con gli interventi di Maurizio Gritta, presidente di Iris Società Agricola Cooperativa, Andrea Rigoni, amministratore delegato e presidente di Rigoni di Asiago, e Nicola Mele, fondatore della Vigna Agrivoltaica di Comunità. A concludere i lavori è stato il presidente nazionale di Legambiente Stefano Ciafani.

Toscana regina delle etichette

A distinguersi per numero di etichette selezionate è stata la Toscana, con 11 vini premiati provenienti dalle province di Grosseto, Siena, Livorno, Pisa, Massa-Carrara e Lucca. Seguono l’Emilia-Romagna con 6 riconoscimenti e il Piemonte con 4. Calabria, Campania, Lombardia, Puglia, Sicilia, Trentino e Veneto si attestano a quota 3 selezioni ciascuna, mentre Friuli Venezia Giulia e Lazio conquistano due riconoscimenti. Completano il quadro Abruzzo, Liguria, Marche e Umbria con una selezione per regione. Una distribuzione che conferma la capacità del biologico di radicarsi in contesti territoriali molto diversi, dal Nord al Sud del Paese, valorizzando produzioni legate alle specificità ambientali e culturali di ogni territorio.

Significativo è stato il riconoscimento attribuito alle produzioni che valorizzano vitigni autoctoni e varietà rare, autentico patrimonio genetico dell’agricoltura italiana. Una ricchezza che assume un valore ancora maggiore in un’epoca in cui la resilienza delle colture dipende anche dalla diversità biologica e dalla capacità di recuperare conoscenze e pratiche legate ai territori.

Accanto alla qualità enologica, la rassegna continua inoltre a premiare esperienze che dimostrano come il vino possa essere strumento di inclusione sociale, innovazione e sviluppo sostenibile. È il caso delle targhe dedicate alla responsabilità sociale, alla sostenibilità e all’agricoltura eroica, che valorizzano aziende impegnate non soltanto nella produzione, ma anche nella costruzione di modelli economici più equi e rispettosi dell’ambiente.

Per approfondire
L’elenco di tutti i vini selezionati