Inaugura ufficialmente il 5 giugno, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, il nuovo impianto Barricalla 2, per la gestione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, che non possono essere recuperati o reimmessi nel ciclo produttivo. Un’infrastruttura strategica per il Nord Ovest e per il sistema industriale italiano. Un presidio fondamentale per la legalità, l’ambiente, e le comunità che abitano i territori.
Dove vengono conferiti i rifiuti che non possono essere più reimmessi nel ciclo produttivo? Dove finisce tutto ciò che “non può ricominciare”, come per esempio i materiali derivanti dalle bonifiche ambientali? Sono domande cruciali per la tutela dell’ambiente, della salute della collettività e per il sistema produttivo.
Ed è per rispondere a queste esigenze concrete che apre Barricalla 2, il nuovo impianto per la gestione dei rifiuti speciali, pericolosi e non, sito in località Ciabot Gay, a Collegno, a poca distanza dell’impianto madre che ha esaurito ormai le sue volumetrie.
L’apertura dell’impianto rappresenta la nuova fase per Barricalla S.p.A., società mista pubblico-privata che da oltre trent’anni costituisce un punto di riferimento nel settore, tanto da essere diventata un modello nella tutela ambientale. Negli anni il gruppo di lavoro di Barricalla ha acquisito una competenza estremamente specifica che permette di affrontare questa grande, nuova, sfida. Barricalla 2 infatti sarà uno dei più importanti impianti d’Italia, sia per tipologia di EER ammessi (301 di cui 27 contenenti amianto), sia per capacità complessiva, circa 1,22 milioni di metri cubi.
Barricalla 2 sorge in località Ciabot Gay di Collegno, nella zona di Savonera a ridosso della tangenziale di Torino, in un’area già interessata in passato da attività estrattive. Una scelta che risponde a una precisa logica di recupero e riutilizzo del territorio, evitando nuovo consumo di suolo e valorizzando uno spazio già compromesso.
L’iter autorizzativo ha preso avvio con la presentazione del progetto nell’ottobre 2021 e si è concluso nel giugno 2023 con il rilascio dell’autorizzazione. I lavori sono iniziati nell’agosto 2024 con l’obiettivo di rendere operativi i primi settori dell’impianto nel giugno 2026, una volta completati i collaudi previsti.

Barricalla 2 nasce in un contesto in cui il tema dei rifiuti speciali è sempre più strategico. Sono ancora molte oggi le attività produttive indispensabili che generano materiali che non possono essere recuperati integralmente. Così come sono sempre di più le bonifiche di aree contaminate, grazie a una sempre maggiore sensibilità ambientale presente nella nostra società.
Pensare che tutto possa essere riciclato è una semplificazione che non corrisponde alla realtà. Esistono infatti rifiuti che richiedono impianti specializzati, elevati standard di sicurezza e una gestione permanente e controllata, primo tra tutti l’amianto che deve essere messo in sicurezza per evitare che, insieme ad altri rifiuti speciali pericolosi, possa creare danni alla salute delle persone e all’ambiente.
Per questo Barricalla 2 è pensata come un’infrastruttura essenziale per il Nord Ovest e più in generale per il nostro Paese. Andrà ad aggiungersi agli undici impianti in attività, accogliendo quei materiali che, in alternativa, sarebbero trasportati all’estero.
Il nuovo impianto è stato progettato in maniera rigorosa secondo criteri tecnologici avanzati, con sistemi di impermeabilizzazione multipla, raccolta e gestione del percolato, reti di monitoraggio ambientale affidate a soggetti esterni a cui si aggiungono i controlli abituali, come la verifica dei materiali in ingresso e i biomonitoraggi.
Barricalla 2 pone all’attenzione di tutti un tema centrale, spesso trascurato dal dibattito pubblico perché non tocca i cittadini che, raramente, hanno a che fare con i rifiuti speciali, siano essi pericolosi e no. Il loro smaltimento, però, riguarda tutti noi, perché riguarda la produzione di quegli oggetti che utilizziamo e consumiamo quotidianamente.
Mauro Anetrini, presidente di Barricalla S.p.A. “L’impianto che inauguriamo oggi costituisce un punto di arrivo, ma soprattutto un nuovo inizio. L’approdo è rappresentato dalla conclusione di un lungo percorso iniziato alcuni anni addietro, che ci consente di rendere operativo un impianto moderno, tecnologicamente all’avanguardia e sicuro. L’inizio è nel perfezionamento del know how aziendale, delle strategie operative e nella sempre maggiore attenzione alle persone e all’ambiente. In due parole: siamo stati, siamo e ci impegniamo ad essere per il futuro una eccellenza di un sistema nel quale il tema della ecologia è centrale e riguarda ciascuno di noi.”
“Barricalla rappresenta una realtà strategica per il nostro territorio e l’avvio del nuovo impianto consolida l’eccellenza conquistata in questi anni. Quello dei rifiuti speciali è un tema importante che merita la massima attenzione e un elevato livello tecnologico e di innovazione: per questo è motivo di grande orgoglio che una realtà come questa sia frutto della partnership tra pubblico e privato, un unicum a livello nazionale, a conferma che quando le cose si fanno insieme, i territori possono offrire servizi e tecnologie d’avaguardia” dichiarano il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, gli assessori all’ambiente Matteo Marnati e alle partecipate Daniela Cameroni.
Stefano Lo Russo sindaco della Città metropolitana e della Città di Torino sottolinea: “Siamo convinti che l’impianto Barricalla 2 doterà l’area metropolitana torinese e tutto il Nord Ovest di un’infrastruttura strategica per la gestione sicura dei rifiuti speciali e delle bonifiche. Anche la data scelta per l’inaugurazione, in occasione della Giornata Mondiale dell’Ambiente, ha un significato simbolico importante e rappresenta la capacità di coniugare sostenibilità e sviluppo industriale. Il nuovo impianto servirà a garantire lo smaltimento sostenibile e sicuro dei rifiuti speciali, contrastando lo smaltimento illecito e tutelando la salute dei cittadini.”
Come l’impianto già esaurito, anche Barricalla 2 è stata realizzata con un sistema di impermeabilizzazione di elevatissima sicurezza, che accoppia materiali naturali e artificiali scelti per le loro caratteristiche di impermeabilità e stabilità nel tempo.

Dopo scavo, è stato posato sia sullo sfondo sia sulle pareti uno strato di 6 metri di argilla a bassa permeabilità (k<10-9 m/s), sopra la quale è stato posto un telo in HDPE, un particolare tipo di polietilene ad alta densità saldato a caldo (k<10-12 m/s). A seguire è stato posizionato e un altro telo in TNT (tessuto non tessuto) sopra il quale è stato posto uno strato di ghiaia.
Nella struttura è stato collocato un sistema di pompaggio del percolato che drena quotidianamente quanto deriva dalle piogge e dall’umidità naturale.
Per inquadrare il contesto in cui si inserisce Barricalla 2, è necessario qualche elemento sul settore ambientale.
Dai dati del più recente Rapporto Ispra 2025 (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale) emerge che da un lato in Italia sono state prodotte 164,5 milioni di tonnellate di rifiuti speciali – 154,3 milioni di non pericolosi e 10,2 di pericolosi – e dall’altro che le discariche per rifiuti speciali operative nel nostro Paese sono 249 (in costante diminuzione, erano 364 nel 2015, dieci anni fa) e quelle per rifiuti pericolosi sono 11.
I rifiuti, dopo rigidi controlli di laboratorio, eseguiti su ogni partita di materiale in ingresso, vengono conferiti in discarica mediante una coltivazione a strati. Raggiunta la capacità massima della vasca si procede alla sua sigillatura idraulica con l’impiego di materiali impermeabili quali argilla e HDPE (high-densitypolyethylene – Polietilene ad alta densità) e alla riqualificazione con terreno agrario e vegetazione autoctona. All’interno e nelle immediate vicinanze dell’impianto è attiva una fitta rete di sensori che permettono un monitoraggio ambientale integrato a suolo, acqua e aria per prevenire ogni forma di contaminazione da parte delle attività della discarica.
I due impianti di Barricalla sono gestiti da Barricalla Spa, nata nell’ottobre 1984 con capitale misto pubblico e privato. Il capitale pubblico per il 30% è detenuto da Finpiemonte Partecipazioni S.p.A., il capitale privato (70%) è suddiviso in egual misura tra Greenthesis S.p.A e Iren Ambiente S.p.A.
Barricalla negli ultimi anni ha avviato un’attività di comunicazione e divulgazione rivolta sia al grande pubblico, sia agli addetti ai lavori, con l’obiettivo di evidenziare l’urgenza di una politica economica, sociale e ambientale che tenga in considerazione il tema dei rifiuti. L’assenza di una visione strategica sull’argomento infatti ha varie ricadute sul Paese e sulla sua collettività: per esempio la perdita di reddito causata dall’esportazione dei rifiuti, oppure i ritardi nelle bonifiche di aree inquinate o ancora lo spazio lasciato alle ecomafie che smaltiscono illegalmente in stoccaggi non autorizzati (come nelle tristemente note terre dei fuochi).
Tra le iniziative anche due cortometraggi animati: L’ultima ape, che ha ricevuto la menzione nel Festival del Cinema d’Impresa 2025, e il recente All you can waste che sarà presentato in prima assoluta il 3 giugno 2026 all’interno di Cinemambiente (ore 17,45, Cinema Massimo, via Verdi 18 a Torino).
