“Un’altra transizione è possibile” sulla Nuova Ecologia di giugno

cover nuova ecologia giugno 2026

La copertina di giugno di Nuova Ecologia racconta il vertice di Santa Marta e le sfide della transizione, l’inchiesta dedicata ai Pfas, la mostra su Andrea Pazienza, l’Antropocene e tanto altro

Il numero di giugno di “Nuova Ecologia”, con il titolo di copertina “Un’altra transizione è possibile”, dedica ampio spazio al vertice di Santa Marta, svoltosi lo scorso aprile in Colombia. La prima Conferenza internazionale sulla transizione dai combustibili fossili, che ha riunito 57 Paesi, rappresentanti di circa un terzo dell’economia globale, è nata con un obiettivo preciso: trasformare in azioni concrete gli impegni assunti dalla Cop28 di Dubai del 2023 sul progressivo superamento di petrolio, gas e carbone.

L’articolo di apertura della storia di copertina, “La strada dei volenterosi”, parte proprio dal “dopo Santa Marta” per interrogarsi sulla distanza tra dichiarazioni e cambiamenti reali. In questo scenario, l’Europa appare come l’attore che dispone delle maggiori risorse per guidare la transizione ecologica a livello globale, ma anche come spazio di forti contraddizioni: da un lato il protagonismo mostrato nel vertice, dall’altro le recenti scelte energetiche legate alla sicurezza degli approvvigionamenti, che rischiano di rallentare o compromettere gli obiettivi climatici. Sullo sfondo, la necessità di costruire un nuovo asse tra Ue e Cina, capace di orientare in modo decisivo la transizione globale.

Il focus si allarga anche all’Amoc, acronimo di “Atlantic Meridional Overturning Circulation”, il sistema di correnti oceaniche dell’Atlantico che regola temperature e precipitazioni su scala planetaria. Sempre più studi scientifici indicano che l’Amoc si stia avvicinando a un punto di non ritorno, previsto entro la metà del secolo: uno scenario che rende ancora più urgente la riduzione delle emissioni di gas serra.

A chiudere il servizio c’è un reportage dalla Colombia. Protagonisti le comunità indigene e i movimenti sociali, colombiani e non, che hanno sostenuto il progetto politico di Gustavo Petro, fondato su redistribuzione delle terre, costruzione della pace e giustizia climatica. Un racconto che restituisce alla transizione la sua dimensione sociale.

L’inchiesta del mese è invece dedicata ai Pfas e prende le mosse dal caso dell’ex Miteni di Trissino, in Veneto, per poi approfondire le problematiche di queste sostanze chimiche, persistenti e invisibili, diffuse in tutto il mondo ma ancora poco conosciute nella loro reale pericolosità. La storica sentenza pronunciata lo scorso giugno dal tribunale di Vicenza ha riacceso l’attenzione pubblica sulle conseguenze ambientali e sanitarie legate a questi “inquinanti eterni”, ma il percorso verso la rinascita del territorio resta lungo e complesso. L’inchiesta affronta uno dei nodi più delicati, quello delle bonifiche: dai tempi necessari al risanamento ambientale alle risorse economiche indispensabili per sostenerlo.

Segue lo speciale dedicato al quarantennale di Goletta Verde, la storica campagna di Legambiente per la tutela del mare. Un viaggio attraverso quattro decenni di denunce, battaglie, vittorie e cambiamenti concreti, raccontati attraverso articoli, testimonianze e interviste ai protagonisti della campagna.

Il fumetto del mese è dedicato ad Andrea Pazienza. Un omaggio al più rivoluzionario fumettista italiano, oggi protagonista della mostra “Non sempre si muore” al Maxxi di Roma. Il servizio ripercorre il doppio percorso espositivo, tra Roma e L’Aquila, attraverso oltre cinquecento opere, installazioni, scritti e materiali inediti, raccontando la definitiva consacrazione del fumetto e l’attualità sorprendente dell’opera di Paz, ancora capace di leggere le contraddizioni del nostro tempo con una forza espressiva unica.

Chiude la panoramica del numero di giugno del mensile di Legambiente “Breve guida all’Antropocene”, un viaggio tra filosofia, scienza, geografia e letteratura per riflettere sull’impatto dell’uomo sul pianeta e sulle trasformazioni ambientali in corso. Nel suo lungo articolo lo scrittore Roberto Carvelli, raccogliendo la voce di numerosi esperti, attraversa temi come crisi climatica, perdita di biodiversità, ecoansia e solastalgia, interrogandosi e interrogandoci sul significato stesso dell’Antropocene e sulla necessità di immaginare nuove forme di relazione tra gli esseri umani, l’ambiente e un futuro “desiderabile”.