Sacchetti di plastica, Corte di Giustizia Ue boccia il divieto italiano

Non si può vietare la vendita a meno che l’Italia non produca “prove scientifiche”. La decisione arriva dopo una causa intentata da un produttore

La Corte di Giustizia dell’Unione Europea, a cui il Tar del Lazio si era rivolto per avere chiarimenti dopo una causa intentata da Papier Mettler, produttore di sacchetti di plastica, ha deciso che non è possibile vietare la vendita di sacchetti – quelli non biodegradabili – a meno che l’Italia non produca delle “prove scientifiche” che giustifichino il divieto.

Il produttore contestava il divieto imposto dall’Italia, con un decreto del 2013 del Ministero dell’Ambiente, di fabbricare e commercializzare sacchetti di plastica per la spesa, ormai totalmente sostituiti da quelli compostabili e biodegradabili.

La Commissione Europea spinge per il Green Deal, ma i giudici Ue frenano la normativa italiana, che sul tema è più avanti rispetto ad altri Paesi europei, dove i sacchetti di plastica sono ancora ampiamente utilizzati.

Secondo i giudici, il diritto dell’Unione europea si oppone a una normativa nazionale che vieti la vendita dei sacchetti monouso diversamente riciclabili, a condizione che questi rispettino altre prescrizioni previste dalla direttiva sugli imballaggi del 1994. Se i criteri previsti dalle normative in vigore non vengono violati, il diritto nazionale non può prevalere su quello comunitario.