L’amministrazione Trump inizierà a rimuovere 900 apparecchiature installate sul fondo oceanico per studiare gli ecosistemi marini e le correnti che influenzano il clima. La decisione è parte del Project 2025 dichiaratamente contro la scienza
L’ennesimo colpo basso alla ricerca scientifica. L’amministrazione Trump ha deciso di smantellare il sistema di osservazione degli abissi oceanici, una rete dal valore di 370 milioni di dollari, installata dieci anni fa per monitorare le coste, gli ecosistemi marini e le correnti che influenzano il clima.
La National Science Foundation ha dichiarato che nelle prossime settimane invierà una nave per eliminare più di 900 apparecchiature lungo le coste di Oregon, North Carolina, Alaska e nell’area fra l’Islanda e la Groenlandia.
Come racconta il New York Times, gli scienziati hanno finora utilizzato i dati raccolti dal sistema per comprendere in che modo l’oceano assorba i gas serra dall’atmosfera, come i cambiamenti nella temperatura oceanica – quali le ondate di calore marine – possano influire sulla pesca o segnalare cambiamenti climatici più ampi, nonché per studiare le inondazioni costiere lungo la costa orientale.
La decisione è parte del “Project 2025” dell’amministrazione Trump, dichiaratamente contro la scienza. Gli autori del rapporto hanno preso di mira da tempo la rete degli Osservatori oceanici, sostenendo che proprio l’Ocean Observatories Initiative fosse «la fonte di gran parte dell’allarmismo climatico della NOAA» e raccomandando che «la maggior parte delle sue attività di ricerca sul cambiamento climatico venisse smantellata».
Da quando è entrata in carica, l’amministrazione Trump ha depauperato i fondi alla rete oceanografica, proponendo tagli agli stanziamenti dell’80% sia nel 2025 che nel 2026, come ha fatto con altri istituti di ricerca, con le Università e i finanziatori degli studi sul cambiamento climatico.
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