Gli incendi non cessano, ma la superficie percorsa dal fuoco ha registrato una diminuzione del 61% rispetto all’estate 2025. I dati del report ufficiale Protezione Civile
Non si placa l’emergenza incendi in Campania in queste ultime settimane d’estate. I dati riportano un quadro a tinte varie. Se il report ufficiale della Protezione Civile regionale evidenzia una riduzione degli incendi e del territorio bruciato durante l’estate 2026, il fenomeno non cessa. I numeri della campagna antincendio boschivo (AIB) diffusi dalla Protezione Civile analizzano il periodo di massima pericolosità compreso tra il 15 giugno e il 30 agosto. Sono 1.191 i roghi complessivi (di cui 505 boschivi e 686 non boschivi), mentre la superficie percorsa dal fuoco ammonta a 2.239 ettari con una diminuzione del 61% rispetto all’estate 2025. La provincia di Caserta registra la maggiore superficie colpita, pari a 1.005,6 ettari mentre quella di Salerno, nonostante la diminuzione delle aree bruciate rispetto all’estate 2025, registra il maggior numero di roghi, con 419 episodi.
Il caldo ha alimentato gli eventi di fine agosto grazie alle temperature elevate. Nelle giornate del 29 e 30 agosto il sistema regionale guidato dalla Protezione Civile ha dovuto fronteggiare 50 incendi simultanei (26 boschivi e 24 non boschivi), concentrati soprattutto nel salernitano, richiedendo 111 interventi con il dispiegamento di elicotteri regionali e della flotta aerea nazionale.
Nei vari comuni, i roghi hanno minacciato le aree verdi e la macchia mediterranea a ridosso dei centri abitati. A Pollica gli incendi alimentati dal vento nelle ultime giornate di agosto hanno bruciato parte del patrimonio boschivo. Castellabate ha registrato fronti di fuoco come anche Omignano, colpita nelle aree collinari durante il picco di calore di fine mese. Non è andata meglio a Roccadaspide, nelle aree interne, e sul Golfo di Policastro, a San Giovanni a Piro, in particolare sulla frazione costiera di Lentiscosa dove il territorio ha preso fuoco nella vicina Marina di Camerota devastando oltre 20 ettari di macchia mediterranea in 24 ore. È il territorio ricadente nel Parco nazionale del Cilento, Diano e Alburni, una delle aree protette più estese d’Italia, dove i vacanzieri sognano di trascorrere vacanze serene.
Inciviltà estive
La tranquillità del Parco nazionale è stata turbata dal fuoco ma anche da qualche atteggiamento poco civile. Nel report di fine estate, infatti, le critiche su atteggiamenti molesti, dal chiasso a tarda ora alle pessime abitudini di lasciare i propri ombrelloni sulla spiaggia pubblica, a presidio di un territorio occupato, hanno suscitato lo scontento di turisti e residenti. Il volume della musica dei lidi non ha risparmiato chi in pomeriggio desiderava riposare e non partecipare involontariamente a discoteche allestite anche sulle spiagge più blasonate dello stivale. Il subaffitto delle seconde case al mare poi, non ha contribuito a regolarizzare le coste.
“Il primo passo per crescere e migliorare è certamente quello di contrastare ogni forma di inciviltà, dal mare alle aree interne, che rischia di compromettere il patrimonio ambientale e la qualità della vita delle nostre comunità”, sottolinea il presidente del Parco del Cilento Giuseppe Coccorullo. Esistono leggi nazionali e regolamenti comunali che disciplinano l’ospitalità, la ricettività, gli affitti e le modalità di accoglienza. “Riconoscere il valore del turismo non significa ignorare le criticità. Per elevare lo standard dell’accoglienza occorre contrastare con decisione l’inciviltà e gli abusivismi, compreso il subaffitto irregolare. È fondamentale rafforzare la collaborazione tra enti e forze dell’ordine. Un’azione coordinata di controllo lungo la costa — da Capaccio Paestum a Sapri — e nelle aree interne non rappresenta un ostacolo al turismo, ma la precondizione per garantire sicurezza, decoro e trasparenza”. Regole chiare e controlli efficaci non devono essere considerati un ostacolo al turismo. Al contrario, rappresentano una condizione necessaria per costruire un sistema turistico più sostenibile, trasparente e rispettoso del territorio. Un invito quindi alla collaborazione per un’area splendida, che rimane patrimonio eccezionale 12 mesi all’anno, non solo d’estate.
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